L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 30 dicembre 2021

Blackout

 BYOBLU24

BLACKOUT IN KOSOVO, TIMORI IN EUROPA. IN ARRIVO UNA CRISI ENERGETICA?

Uno spettro si aggira per l’Europa, è quello del black out energetico. In Italia il ministro Giorgetti, durante l’assemblea di Confartigianato dello scorso 30 novembre, aveva sentenziato che “un blackout, rispetto all’attuale assetto dell’approvigionamento energetico, non era da escludere”.

Questa possibilità si è già trasformata in realtà per una delle nazioni più povere d’Europa, il Kosovo, che ha iniziato a tagliare le forniture di energia ai suoi due milioni di cittadini, introducendo delle interruzioni di due ore per la maggior parte delle utenze domestiche.

Un malfunzionamento all’interno della principale centrale elettrica a carbone del Paese, avrebbe aggravato la consueta carenza di elettricità invernale, richiedendo importazioni “estremamente costose”.

Se in Kosovo i blackout sono diventati realtà, in Spagna sarebbe partita una vera a propria psicosi, con i negozi di ferramenta svuotati di tutto ciò che potrebbe servire nel caso in cui questa eventualità dovesse concretizzarsi: bombole di butano e fornelletti da campeggio, torce, lanterne e batterie. Un timore che potrebbe essere partito dall’Austria, dove il Ministro della Difesa Klaudia Tanner ha riferito la possibilità di un grande black out nel Paese, che potrebbe estendersi a macchia d’olio in tutta Europa. Nel Paese, lo scorso 21 novembre è stata anche indetta una giornata di esercitazioni contro i blocchi di energia.

Anche gli analisti di Goldman Sachs, in un apporto sul mercato del gas redatto lo scorso settembre, avevano avvisato circa il pericolo di crisi energetiche nel vecchio continente, sia per le scarse riserve di gas naturale, sia per l’impennata dei prezzi, già percepibile a inizio dell’autunno scorso

In Italia la situazione sembra meno allarmante, sebbene diversi enti territoriali, in collaborazione con la Protezione Civile, si stiano attrezzando per fronteggiare una eventuale crisi energetiche. Le pagine web di alcuni enti locali forniscono informazioni di base sul comportamento da assumere in caso di crisi energetica: cosa avere in casa, cosa non fare, quali comportamenti assumere e quali evitare.

https://www.byoblu.com/2021/12/29/blackout-in-kosovo-timori-in-europa-in-arrivo-una-crisi-energetica/

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