L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 26 dicembre 2021

C'è molta anomalia nel sistema economico finanziario. E' sostenibile?

USA, l’1% detiene più ricchezza della classe media: il grafico della settimana

25 Dicembre 2021 - 09:00

Per la prima volta nella storia, negli Stati Uniti l’1% più ricco detiene una quota maggiore di ricchezza della classe media. E gli enormi stimoli messi in campo per combattere la pandemia non hanno invertito il trend.


In costante calo negli ultimi anni, recentemente la ricchezza della classe media USA ha subito uno storico sorpasso da parte dell’1% più ricco.

In particolare, i dati diffusi dalla Federal Reserve hanno fatto emergere come la classe media della prima economia abbia visto la ricchezza detenuta scendere al 26,6%, il dato minore da quando, oltre 30 anni fa, questo tipo di rilevazione è stata avviata.

Di contro, i super-ricchi, il famigerato 1%, hanno visto la loro quota salire, anche qui si tratta di un record, al 27%.

Distribuzione della ricchezza negli USA. Fonte: Bloomberg

Gli stimoli pandemici non hanno frenato il trend

Dal punto di vista statistico, la classe media è formata dal 60% delle famiglie statunitensi per reddito. Si tratta di 77,5 milioni di nuclei con un reddito annuo compreso tra i 27 ed i 141 mila dollari (dati Census Bureau).

Per questa categoria, il grafico fa emergere una progressiva erosione della ricchezza detenuta, un fenomeno che nemmeno i maxi piani di stimoli varati in tempi di pandemia sono riusciti ad arrestare (il dato a fine 2018 si attestava al 26,8%).

Ricchezza della Classe Media USA dal 1991. Fonte: Bloomberg

Tra il 1990 ed il 2021, la quota di ricchezza del motore dell’economia USA ha evidenziato un calo di oltre 10 punti percentuali (era al 36,2% a fine giugno 1990) mentre l’1% più ricco ha visto il dato salire di una percentuale praticamente identica (era al 17,3% nel 1990).

Per quanto riguarda invece l’1% più ricco, in questo caso stiamo parlando di 1,3 milioni di persone con un reddito di oltre 500 mila dollari l’anno, la pandemia ha portato ad un’accelerazione del processo incremento della quota, che era al 26,8% a fine 2019.

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