L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 dicembre 2021

Ciò che la NATO ‘dimentica’ è che la Russia muove le sue truppe all’interno del proprio territorio, mentre altri paesi mandano i propri uomini a migliaia di chilometri di distanza. Ogni riferimento agli Stati Uniti è voluto, in questo caso

30 Novembre 2021 18:14

Vertice NATO in Lettonia: l'alleanza atlantica attacca la Russia come nel 2008


Si apre in queste ore a Riga, capitale della Lettonia, una riunione di due giorni dei ministri degli Esteri della NATO. In agenda la richiesta di adesione di Ucraina e Georgia.

E’ prevista la firma di una dichiarazione congiunta sulla cooperazione tra Ue e Nato.

Intanto continuano le accuse contro la Russia da chi quotidianamente compie provocazioni e azioni destabilizzanti nei confronti di Mosca.

I ministri degli esteri della NATO hanno avvertito la Russia che qualsiasi sforzo per destabilizzare l'Ucraina avrà un costo per Mosca.

I paesi della NATO accusano la Russia di aver accumulato uomini e mezzi militari lungo il confine con l'Ucraina al fine di intimidire Kiev.

Per questo motivo i ministri della NATO "invieranno insieme un messaggio inconfondibile al governo russo: il sostegno della NATO all'Ucraina è ininterrotto e la sua indipendenza, integrità territoriale e sovranità non sono in discussione", ha affermato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, secondo quanto riferisce l'Associated Press.

Ciò che la NATO ‘dimentica’ è che la Russia muove le sue truppe all’interno del proprio territorio, mentre altri paesi mandano i propri uomini a migliaia di chilometri di distanza. Ogni riferimento agli Stati Uniti è voluto, in questo caso.

In una conferenza stampa, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, ha espresso la speranza che l'attuale leadership ucraina non ripeta le azioni dell'ex presidente georgiano Mikhail Saakashvili nel 2008.

"Esprimo la speranza che anche l'attuale regime di Kiev non segua il percorso di Mikhail Saakashvili nell’agosto del 2008”, ha affermato Lavrov.

Nellaa notte dell'8 agosto 2008, la Georgia attaccò l'Ossezia del Sud. La Russia intervenì a difesa dei civili e le forze di pace dispiegate nella regione dal 1992. Oltre 1.000 persone caddero uccise in una guerra di cinque giorni, tra questi 72 erano militari russi.

L'alto diplomatico russo ha quindi ribadito che la situazione che si venne a creare in quel momento era risultato di un vertice Nato a Bucarest nel 2008 dove "dopo lunghi tormenti" i membri dell'alleanza affermavano nella loro dichiarazione che Georgia e Ucraina avrebbero aderito alla Nato. "Poi il presidente georgiano Saakashvili si è immediatamente emozionato, cosa non difficile per lui, e ha intrapreso azioni militari aggressive, bombardando i suoi stessi cittadini e le forze di pace russe. La leadership ucraina all'epoca aveva più buon senso e non seguì il cattivo esempio", ha ricordato Lavrov come monito per il presente.

Allo stesso tempo, il ministro degli Esteri ha sottolineato che l'attuale regime di Kiev mostra “attitudini un po' diverse", ad esempio, è "suscettibile all'influenza negativa" dell'Occidente.

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