L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 dicembre 2021

Colui che di notte come un ladro ci ha rapinato i soldi dai conti correnti non può diventare il Garante della Costituzione

Attualità>Politica italiana
Chi è e quanto guadagna Giuliano Amato, il possibile nuovo Presidente della Repubblica

Alessandro Cipolla
29 Dicembre 2021 - 12:47

La biografia, lo stipendio e i guadagni di Giuliano Amato, l’attuale vice presidente della Corte Costituzionale che a gennaio potrebbe diventare il prossimo Presidente della Repubblica.


Negli ultimi tempi molto si sta parlando di Giuliano Amato come possibile prossimo Presidente della Repubblica. Un nome quello dell’attuale vice presidente della Corte Costituzionale che si starebbe facendo largo negli ultimi giorni vista l’incapacità dei partiti, nonostante la presunta disponibilità di Mario Draghi, di convergere verso un candidato condiviso per il Colle.

Quando a gennaio il Parlamento in seduta riunita e alla presenza anche dei delegati regionali dovrà eleggere il prossimo Presidente della Repubblica, dopo la quarta tornata quando basterà la maggioranza assoluta ecco che potrebbero ammainarsi i candidati di bandiera e farsi largo i cosiddetti outsider.

In questo scenario di possibile stallo, ecco che figure come quelle di Giuliano Amato o di Pier Ferdinando Casini vedrebbero aumentare le proprie chance di diventare il prossimo inquilino del Quirinale.

Ma chi è Giuliano Amato? Vediamo la biografia, lo stipendio e i guadagni di uno dei personaggi politici più importanti della storia recente della politica nostrana, capace di adeguarsi perfettamente nel momento in cui si è passati dalla Prima alla Seconda Repubblica.

La biografia di Giuliano Amato

Racchiudere in poche righe la biografia di Giuliano Amato è una impresa assai complicata. Nato a Torino il 13 maggio 1938, sposato con due figli, dopo una laurea in Giurisprudenza e un master alla Law School della Columbia University di New York, ha iniziato la sua carriera accademica come professore di diritto costituzionale comparato.

La sua carriera politica è iniziata invece nel lontano 1983 quando per la prima volta è stato eletto deputato tra le fila del Partito Socialista Italiano, venendo poi riconfermato a Montecitorio in maniera ininterrotta fino al 1994.

Successivamente nel 2011 è diventato senatore per l’Ulivo, per fare poi ritorno nella legislatura seguente alla Camera dove però è rimasto solo per due anni. In questa lunga carriera politica, Giuliano Amato è stato per due volte Presidente del Consiglio, quattro volte ministro e una volta vice presidente del Consiglio dei Ministri.

Nel 2013 è stato nominato dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano giudice della Corte Costituzionale, diventando poi nel 2020 vice presidente della Consulta. In passato è stato anche dal 1994 al 1997 presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Con un curriculum del genere, non è la prima volta che si parla di Giuliano Amato come possibile Presidente della Repubblica: nel 2015 un suo trasferimento al Colle sembrava cosa fatta ma, alla fine, a spuntarla è stato Sergio Mattarella.

Lo stipendio e i guadagni

Nel 2015 il giornalista Gianni Dragoni così ha parlato delle spettanze di Giuliano Amato: “Quando Napolitano lo ha nominato giudice della Corte Costituzionale, nel settembre 2013, Amato percepiva 31.000 euro lordi al mese: 22.000 come pensione per i vari incarichi svolti nella sua carriera e 9.000 di vitalizio come ex parlamentare”.

Dragoni poi ha aggiunto che Amato “il vitalizio lo devolve in beneficenza” e che il suo stipendio “è stato ridotto di 97.000 euro lordi all’anno a 360.000 euro lordi, pari a 12.618,22 netti mensili”.

Dopo una polemica con il giornalista Mario Giordano, Giuliano Amato su La7 ha dichiarato di percepire una pensione mensile da 11.000 euro netti, con l’ex Presidente del Consiglio che ha deciso di sospendere l’assegno da quando è diventato giudice della Corte Costituzionale.

Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi, in un articolo de Il Giornale viene indicato per Giuliano Amato un reddito nel 2005 di “oltre 420.000 euro, per un pagamento di imposte pari a circa 172.000 euro”.

In un articolo di La Repubblica datato febbraio 2011, in merito alla dichiarazione dei redditi dell’anno 2000 a Giuliano Amato viene indicato un reddito imponibile pari a 607,5 milioni delle vecchie lire.

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