L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 dicembre 2021

Continuano le provocazioni degli Stati Uniti/Nato ai confini della Russia

L’America gioca alla guerra in Europa

Giustapposizione di titoli:

Usa, Biden sostiene l’aspirazione dell’Ucraina ad aderire alla Nato

Per il presidente americano “nessuna decisione su Kiev sarà presa senza Kiev”. Il suo omologo ucraino, Zelensky, ringrazia il collega “per il forte sostegno” e rilancia il suo impegno per la pace

Putin: “Se l’Ucraina entra nella Nato, via libera alle armi”

Questo titolo è falso. Ciò che ha veramente detto Putin lo scrive correttamente il pezzo:
Putin: “Ipotizzare invasione russa è provocazione” Il capo del Cremlino ha definito una “provocazione” la domanda di chi in conferenza stampa gli ha chiesto della possibilità di un’invasione russa dell’Ucraina: “Mosca – ha detto il presidente russo – “agirebbe solo a scopo difensivo: naturalmente siamo preoccupati della potenziale adesione dell’Ucraina alla Nato perché questa risulterebbe in basi militari e truppe piazzate nel territorio ucraino”. “La Russia ha una politica estera pacifica – ha concluso Putin – ma ha il diritto di difendere la sua sicurezza”. Le reazioni in Europa Accelerare l’aggressione contro l’Ucraina sarebbe per Mosca un “errore strategico”: così la ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, prima di incontrare la sua controparte ucraina per offrire a Kiev una “più stretta cooperazione strategica”.

La Russia – ha ribadito Truss – deve “rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”. Di tenore simile il commento della Francia che ha messo in guardia la Russia sulle “conseguenze strategiche pesanti” che avrebbe un’aggressione contro l’Ucraina, nel momento in cui Mosca è accusata di ammassare truppe alla frontiera con il Paese. “Seguiamo con la massima attenzione la situazione attorno all’Ucraina”, ha detto il ministro degli esteri francese, Jean-Yves Le Drian, “i capi di Stato e di governo hanno espresso la loro determinazione affinché la sua sovranità venga rispettata”. Il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel: “Se la Russia viola la sovranità Ucraina pagherà un caro prezzo, ma continuo a credere nel dialogo con Mosca”. Secondo Michel “l’Ucraina è una regione strategicamente molto importante”.

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Lettera da Mosca:

Valery Gerasimov , capo di stato maggiore delle Forze armate russe, ha rilasciato alcune significative dichiarazioni durante un briefing con gli attaché militari di altri Paesi:

  1. Qualsiasi provocazione dell’Ucraina nel Donbass sarà soppressa: “La fornitura di elicotteri, velivoli senza pilota e aerei a Kiev sta spingendo le autorità ucraine a prendere misure drastiche e pericolose. L’Ucraina non rispetta gli accordi di Minsk. Di conseguenza si aggrava la situazione, già tesa, nell’Est del Paese”.
  2. Le informazioni diffuse da numerosi media sulla presunta imminente invasione russa dell’Ucraina sono una bugia.
  3. L’aviazione strategica americana ha notevolmente aumentato i sorvoli vicino ai confini della Federazione Russa e si addestra al lancio di missili da crociera verso obiettivi in Russia.
  4. Oltre il 95% delle rampe di lancio delle forze nucleari strategiche della Federazione Russa sono pronte all’impiego.

Prima battaglia aerea tra un caccia russo Su-30 e un caccia F-35 NATO

La Redazione de l’AntiDiplomatico

Le provocazioni della NATO ai confini con la Russia si susseguono senza soluzione di continuità. Quindi i contatti ravvicinati tra le forze armate dell’alleanza atlantica e quelle di Mosca divengono più frequenti.In occasione dell’ennesima sortita effettuata presso i confini della Russia da parte di un caccia F-35 della NATO, per la prima volta un velivolo russo, Sukhoi Su-30SM, ha effettuato per la prima volta un attacco diretto contro il caccia di quinta generazione statunitense.

Il caccia di Mosca ha utilizzato il complesso Khibiny per realizzare l’attacco, secondo quanto riferisce Avia.pro.Quando il caccia F-35 ha tentato furtivamente di avvicinarsi ai confini occidentali della Russia, all’improvviso è apparso un caccia russo Su-30SM accanto all’aereo della NATO. Dopo diversi tentativi di allontanare i velivoli di quinta generazione dai confini russi, il Su-30SM ha inaspettatamente utilizzato il complesso di bordo Khibiny contro l’F-35.Il Khibiny è un sistema di contromisure elettroniche montato sugli aerei russi, sviluppato già ai tempi dell’Unione Sovietica. Il sistema è progettato per l’individuazione della direzione radio e il rilevamento dell’irradiazione della sorgente del segnale, consentendo di distorcere i parametri del segnale riflesso.

A quel punto il pilota del caccia F-35 ha perso il controllo del suo velivolo e la sortita verso i confini russi sventata.In seguito i due caccia hanno fatto ritorno alle proprie basi: il caccia F-35 proveniva dall’Estonia. 

Dopo l’accaduta, segnala Pravda Report, i paesi dell’Alleanza hanno smesso di usare caccia di quinta generazione vicino ai confini russi, per non provocare le forze aerospaziali russe.

(Le guerre cominciano anche così, “senza volere”…)

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