L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 dicembre 2021

Dobbiamo informare Draghi, lo stregone maledetto/vile affarista, che in Italia esiste la 'ndrangheta, l'organizzazione criminale tra le più potenti al mondo

L'INTERVISTA
'Ndrangheta: Gratteri, scomparsa da agenda della politica
27 Dicembre 2021


Parole come mafia e 'ndrangheta sono uscite dal radar del governo? «Purtroppo, sì». Ne è certo il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, rispondendo alle domande per una intervista pubblicata oggi da «Il Resto del Carlino». «Quella che doveva essere una priorità bipartisan - ha spiegato Gratteri - è scomparsa dall’agenda politica». Il procuratore di Catanzaro ha anche confermato il suo giudizio negativo sulla riforma della giustizia: «Prima della riforma bisognava snellire l’iter dei processi, informatizzandoli. Sarà sempre più difficile condannare persone per reati contro la pubblica amministrazione, corruzione, reati ambientali, omicidi colposi e quant'altro. Mi indigna quando si ripete che questa riforma - ha aggiunto - sia stata fatta per ottemperare a una richiesta dell’Unione Europea. L’UE ci aveva chiesto la riforma del processo civile e non di quello penale e, comunque, certamente non ci ha chiesto di 'tagliare' i processi con la scure».

Candidatura a Dna in linea con mio percorso

«Ho scelto di non candidarmi a Milano - ha proseguito il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, in una intervista pubblicata oggi da «Il Resto del Carlino - perchè non ero interessato a guidare quella procura. Ho presentato domanda per la Direzione nazionale antimafia perchè ritengo sia più in linea con quanto da me fatto fino a questo momento. Vedremo». Tra i temi affrontati da Gratteri anche quello dello sviluppo del Sud: «Mi auguro che i soldi destinati al Sud dal Pnrr contribuiscano a interrompere la fuga di cervelli che impoverisce le nostre terre. E’ un peccato perderli dopo averli formati. Spesso, quando si arriva alla laurea, il professore più che il meritato titolo di studio, allo studente sembra ironicamente consegnare il passaporto».

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