L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 dicembre 2021

e zumpapa e zumpapa, nel giro di un anno arriva la 4° inoculazione di vaccini sperimentali

Vaccino covid, Israele verso quarta dose per immunodepressi

14 dicembre 2021 | 18.19

Esclusa per ora la somministrazione a tutta la popolazione


Israele potrebbe presto raccomandare una quarta dose di vaccino anti covid per alcuni casi particolarmente vulnerabili, mentre per ora questa ipotesi è esclusa per l'intera popolazione. Lo anticipa Galia Rahav, capo dell'unità infettiva dello Sheba Medical center e membro del consiglio consultivo del governo sulla pandemia.

"Fra due settimane darò le mie raccomandazioni, probabilmente suggerirò di somministrare la quarta dose ad alcuni immunodepressi", ha detto a Times of Israel. Non tutte le persone sofferenti di condizioni che normalmente riducono l'immunità ne avranno bisogno, ha spiegato Rahav, che basa le sue considerazioni su uno studio per valutare gli anticorpi, condotto su un campione di 300 immunodepressi. Per esempio chi ha l'Hiv risponde bene al vaccino, così come alcuni trapiantati.

"L'immunosoppressione varia molto da paziente a paziente e quindi varia anche la risposta al vaccino. Alcune persone immunodepresse rispondono al vaccino come i sani, mentre altre no", ha sottolineato. La buona notizia, dice Rahav, è che lo studio evidenzia come il vaccino sia "molto immunogenico", ossia provochi una forte risposta immunitaria anche fra chi ha difficoltà ad averla. Purtroppo vi sono però anche persone che non rispondono al vaccino. In questi casi, argomenta Rahav, se tre dosi non sono servite, non ha senso somministrarne una quarta.

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