L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 9 dicembre 2021

Elementi che testano la ritrosia delle banche centrali degli Stati Uniti, Euroimbecilandia, Gran Bretagna e Australia ad alzare i tassi d'interessi per combattere l'inflazione "transitoria. Il Canada già iniziati ad alzarli

Contro corrente - e sei - La Nuova Zelanda nel giro di poco tempo rialza per la seconda volta i tassi d'interesse. E' in compagnia del Canada , Norvegia, Islanda, Ungheria, Russia , banche centrali che hanno aumentano i tassi d'interessi, + 22 paesi emergenti tra cui Brasile, Corea del Sud, Uruguay.


Il dollaro USA perde il favore degli investitori individuali che puntano su una politica monetaria più rigida

LMF LaMiaFinanza - 09/12/2021 12:42:52

Spectrum Markets ha pubblicato i dati del SERIX, il sentiment degli investitori individuali europei, riferiti al mese di novembre che indicano una visione rialzista rispetto al dollaro Usa sulle valute dei Paesi in cui le banche centrali stanno già operando una stretta della politica monetaria.

Le operazioni legate alle coppie di valute avvenute sulla borsa nel mese di novembre hanno segnalato infatti una prospettiva positiva degli investitori individuali per il dollaro canadese e australiano, così come per la sterlina britannica, rispetto al dollaro Usa.

Nel dettaglio, la Bank of Canada ha indicato alla fine di ottobre che i tassi di interesse potrebbero aumentare nella seconda metà del 2022, mentre la Reserve Bank of Australia ha dato il segnale più forte finora che le misure di emergenza che ha introdotto per sostenere l’economia durante la pandemia di Covid-19 saranno ritirate, aprendo la strada ad un aumento dei tassi di interesse prima del previsto.

La banca centrale australiana, invece, ha lasciato l’obiettivo ufficiale del cash rate al minimo record dello 0,1% annuo, fissato durante la riunione di novembre dello scorso anno, ma l’attenzione degli analisti si è concentrata sul cambiamento del linguaggio utilizzato nel suo commento di accompagnamento, che ha suggerito come una stretta della politica monetaria potrebbe essere all'orizzonte.

I dati mostrano che, come molti altri sul mercato, gli investitori individuali sono rimasti sorpresi dall'inaspettata decisione della Bank of England di non annunciare un aumento dei tassi di interesse a novembre. Il trading rialzista in strumenti legati alla coppia GBP/USD ha raggiunto un picco il 4 novembre, prima dell’attesissimo incontro del comitato di politica monetaria della BoE, ma il sentiment è calato quando non sono state annunciate nuove misure.

Infine, per gran parte del mese scorso la Federal Reserve si è distinta mantenendo una politica monetaria più permissiva rispetto a molti dei suoi colleghi, portando gli investitori a favorire altre valute rispetto al dollaro statunitense nel breve termine.

Il grafico SERIX per il mese di novembre sulle coppie di valute legate al dollaro riflette chiaramente questo movimento, che mostra il sentiment verso il dollaro Usa in ritardo rispetto al dollaro australiano e canadese e alla sterlina britannica.

“Dopo un lungo periodo di bassi tassi d’interesse, sembra che la maggior parte delle banche centrali stia cercando di invertire la rotta per controllare i crescenti timori d’inflazione. Gli investitori individuali hanno cercato per tutto il mese di novembre di approfittare dei benefici di essere i primi ad assumere certe posizioni e sembrano averli trovati nelle valute di Canada e Australia, anche se molti saranno rimasti delusi dalla mancanza di azione da parte del Regno Unito”, spiega Michael Hall, responsabile della distribuzione di Spectrum Markets.

“I segnali che stiamo ricevendo dalle banche centrali, e le azioni che stanno intraprendendo, sono attualmente discussi sul mercato in modi abbastanza contrastanti. L’esitazione della Fed, in particolare, ha offerto agli investitori individuali alcune interessanti opportunità di investimento”, aggiunge Hall.

Durante il mese di novembre, su Spectrum sono passati di mano un record di 106,3 milioni di certificati, con il 35,9% degli scambi che hanno avuto luogo al di fuori degli orari tradizionali (cioè tra le 17:30 e le 9:00). L’81,5% dei certificati scambiati è collegato agli indici, il 9,7% alle coppie di valute, il 7,1% alle materie prime e l’1,7% alle azioni, mentre i primi tre sottostanti per volumi sono stati: NASDAQ 100 (24,4%), DAX 40 (19,9%) e S&P 500 (10,8%).

Guardando i dati SERIX per i tre principali sottostanti, il NASDAQ 100 e il DAX 40 sono rimasti relativamente invariati rispettivamente a 98 e 99. Nel frattempo, l’S&P 500 è salito leggermente, da 93 a 97, pur rimanendo complessivamente in zona ribassista.

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