L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 dicembre 2021

Eurasia chiama ed Euroimbecilandia invece di condividere si mette in concorrenza. Una civiltà destinata a perire, prima di tutto culturalmente

Global Gateway: la risposta dell’Unione europea alla Nuova Via della Seta cinese


mercoledì 1 dicembre 2021

Una sfida geopolitica condotta con l'arma del finanziamento diretto e della capacità di attrarre capitali privati: la Commissione europea l'ha denominata Global Gateway di fatto dunque istituendo una concorrenza con la Belt and Road Initiative cinese per i collegamenti infrastrutturali Asia-Europa passando per l'Africa (anche se il riferimento non è stato mai di fatto esplicitato).

Con l'obiettivo di “creare collegamenti, non dipendenze”, come ha spiegato un paio di mesi fa la presidente Ursula von der Leyen, l’Ue conta di mobilitare fino a 300 miliardi in investimenti tra il 2021 e il 2027 per sostenere una ripresa globale duratura, tenendo conto delle esigenze dei partner e degli interessi Ue.

Che si tratti di una sfida geopolitica lo ha confermato oggi proprio la presidente von der Leyen: “Il modello europeo consiste nell'investire in infrastrutture sia 'hard' che 'soft', in progetti nel digitale, per clima ed energia, trasporti, salute, istruzione e ricerca, nonché in un ambiente favorevole che garantisca condizioni di parità. Sosterremo investimenti intelligenti in infrastrutture di qualità, nel rispetto dei più elevati standard sociali e ambientali, in linea con i valori democratici Ue e le norme e gli standard internazionali”. Resilienza economica e resilienza politica, che vuol dire partenariati con gli Stati non Ue all'insegna della reciprocità, devono quindi procedere insieme.

Mobilitare investimenti pubblici e privati

L'operazione Global Gateway riunirà l’Unione europea, gli Stati membri con le loro istituzioni finanziarie e di sviluppo, tra cui la Banca europea per gli investimenti e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo con l'obiettivo di mobilitare il settore privato. Si fonderà sui nuovi strumenti finanziari del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 che consentono di mobilitare investimenti pubblici e privati in settori prioritari, compresa la connettività. In particolare, il Fondo Europeo per lo Sviluppo Sostenibile+, il braccio finanziario di Ndici-Global Europe, metterà a disposizione fino a 135 miliardi di euro per investimenti garantiti per progetti infrastrutturali tra il 2021 e il 2027; fino a 18 miliardi saranno messi a disposizione per sovvenzioni dal bilancio Ue e le istituzioni finanziarie europee e per lo sviluppo hanno pianificato fino a 145 miliardi di euro in volume di investimento. La Ue, inoltre, sta verificando la possibilità di creare uno strumento europeo di credito all'esportazione per integrare gli accordi esistenti a livello di Stati membri e aumentare la disponibilità complessiva di risorse.

Un sistema che attragga Paesi asiatici, africani e a sud-est della Ue

Nessuno a Bruxelles indica ufficialmente che Global Gateway entri in competizione con la Belt and Road Initiative cinese; d’altra parte, l’iniziativa rientra tra gli impegni definiti a giugno in ambito G7 sul lancio “di una partnership basata su valori, di alto livello e trasparente per soddisfare le esigenze di sviluppo delle infrastrutture globali”. In qualche misura si tratta di creare un nuovo sistema di convenienze che attragga Paesi asiatici, africani e dell'area a sud-est della Ue, di fatto dunque facendo concorrenza all'attrazione della Nuova Via della Seta cinese da tempo ormai decollata.

Alla domanda se Global Gateway sia una risposta all'iniziativa cinese Belt and Road, la Commissione evita di riferirsi alla Cina e la prende da lontano: “Stiamo vivendo un momento chiave della nostra storia. Le sfide della ripresa post-Covid devono essere affrontate nel contesto del consenso post-COP26 sulla sostenibilità e i Paesi a basso e medio reddito devono far fronte a un significativo divario di finanziamento delle infrastrutture”. La Banca mondiale stima tale divario in oltre 2.700 miliardi di dollari nel 2019 e da allora la crisi Covid-19 ha peggiorato la situazione.

L'iniziativa Ue canalizzerà le risorse seguendo principi chiave come: valori democratici e standard elevati; progetti sostenibili per le popolazioni, l'ambiente locale e le economie locali senza “creare debito insostenibile o dipendenze”; buongoverno e trasparenza; partnership paritarie; progetti climaticamente neutri; sicurezza delle infrastrutture.

Global Gateway si concentrerà sulle infrastrutture fisiche – cavi in fibra ottica, corridoi di trasporto, linee di trasmissione di energia pulita – per rafforzare le reti digitali, dei trasporti e dell'energia. Fornirà inoltre un ambiente favorevole per garantire la realizzazione dei progetti, offrendo investimenti interessanti e condizioni commerciali pro imprese, convergenza normativa, standardizzazione, integrazione della catena di approvvigionamento e servizi finanziari. Sono previsti anche interventi nel settore dell'educazione, compresa l'istruzione digitale.

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