L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 13 dicembre 2021

Eurasia comincia a mandare in soffitta il sistema swift

Altri 50 Sukhoi Su-30MKI per l’India

12 dicembre 2021


Russia e India sono in trattative per aumentare di 50 unità la produzione su licenza dei caccia Sukhoi Su-30MKI: lo ha riportato l’agenzia RIA Novosti in seguito alle dichiarazioni rese dal Direttore del Servizio federale per la cooperazione tecnico-militare della Federazione Russa Dmitry Shugaev.

«Ricordiamo che da molti anni l’azienda HAL produce su licenza i caccia Su-30MKI, oggi tuttavia, in seguito ai recenti colloqui (una riunione “2 + 2” dei Ministri di Difesa ed Esteri di Russia e India avvenuti ieri 6 dicembre insieme ad una riunione della Commissione intergovernativa russo-indiana sulla cooperazione tecnico-militare, N.d.A.), sono ripresi i negoziati per aumentare il numero di velivoli costruiti di circa 50 unità.

Come riportato nel luglio 2020 da Analisi Difesa, il Ministero della Difesa indiano in una riunione del Consiglio per gli appalti della difesa presieduta dal Ministro della Difesa Rajnath Singh, aveva assegnato i fondi per l’acquisizione di varie piattaforme e attrezzature per le Forze Armate per un valore complessivo di circa 389 miliardi di rupie (5,2 miliardi di dollari).

Data l’urgente necessità dell’Aeronautica Militare indiana (IAF) di ricevere ulteriori squadroni di caccia, il Consiglio aveva approvato in tal senso una specifica proposta per l’acquisizione di 21 nuovi velivoli MiG-29 (insieme alla modernizzazione di 59 MiG-29 già in servizio con la IAF), nonché l’acquisto di 12 velivoli Su-30MKI con un programma dal costo totale di 181,48 miliardi di rupie (pari a 2,43 miliardi di dollari).


I 12 Su-30MKI sarebbero stati autorizzati per sostituire gli aerei persi negli ultimi anni a causa di incidenti ma considerando che la HAL ha completato l’assemblaggio licenziato del 222° e ultimo Su-30MKI nel marzo 2021 evidentemente si rende necessario non soltanto conciliare la richiesta di rinforzi da parte della IAF ma anche quello di fornire ulteriori ordini per mantenere operativa la catena di montaggio indiana.

Ricordiamo che il Su-30MKI (“Flanker-H” per la NATO) è una variante del Su-30MK sviluppata dalla russa Sukhoi sulla base delle specifiche fornite dalla Forza aerea indiana. Costruito su licenza dalla HAL, tale versione adotta nello specifico l’uso di avionica di provenienza francese, israeliana e locale ed è dotato di numerose modifiche che la differenziano dall’originale Su-30 quali una serie di alette canard e il controllo della spinta vettoriale (TVC) sugli scarichi.

Una novità emersa nei colloqui tra Russia e India è quella di aver ufficializzato la rinuncia al dollaro nei contratti per il procurement militare che d’ora in poi saranno stipulati in rubli e rupie.

Foto: Aeronautica Indiana

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