L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 16 dicembre 2021

Eurasia rinnega la narrazione covid al contrario di Euroimbecilandia dove l'ideologia dei vaccini sperimentali domina nelle televisioni sui mezzi di informazione dove gli untori sono quelli che rifiutano l'inoculazione e i suoi effetti collaterali

Vaccini: la civiltà si rifugia in Giappone



Il Giappone ha deciso di non seguire l’occidente sulla strada dell’autodistruzione: da sempre pur non opponendosi alla narrativa pandemica è ricorso a misure di segregazione e distanziamento molto blande e comunque non ha aderito al divieto di cura, tanto che l’ivermectina assieme altri farmaci è stata largamente utilizzata con risultati eccellenti che hanno portato ad avere un Ifr che è appena il 6% di quello italiano e grosso modo quello della maggior parte dei Paesi occidentali. E adesso non si lascia prendere da assurde isterie vaccinali tanto che il 4 dicembre il ministero della salute ha obbligato i produttori di pseudo vaccini a mRna a riconoscere nel bugiardino, alcuni degli effetti collaterali più frequenti come miocarditi e pericarditi, cercando di dare consistenza al principio del consenso informato. Infatti ha riaffermato per i medici l’obbligo di segnalare gli effetti avversi dei vaccini dove invece da noi i medici sono premiati per il loro silenzio. Insomma una situazione molto diversa dai ricatti che siamo costretti a subire e che mette in luce le differenze di civiltà tra questo Paese e un occidente imbarbarito e trascinato al macello da un sistema ormai al collasso.

La differenza la si può notare anche dal fatto che che mentre si cerca di fare di tutto per spingere sulla vaccinazione servendosi della leva del lavoro, nel Sol Levante avviene tutto il contrario: il governo giapponese ha infatti fatto sapere di non volere che le aziende obblighino i propri dipendenti a ricevere la terapia genica sperimentale. Né i dipendenti dovrebbero discriminare coloro che rifiutano le iniezioni: ” Per favore, non costringere nessuno nel tuo posto di lavoro o intorno a te a farsi vaccinare e non discriminare chi non è stato vaccinato “. Sembra davvero di stare su un altro pianeta perché sebbene i cittadini sono incoraggiati a vaccinarsi, la ” puntura” non è per nulla obbligatoria e la vaccinazione viene effettuata solo se la persona dà il proprio consenso dopo una completa informazione. Ed è per questo che il governo per primo raccomanda a coloro che prendono in considerazione la vaccinazione di valutare attentamente sia l’efficacia reale che gli effetti collaterali: “Si prega di farsi vaccinare a propria discrezione, essendo consapevoli sia della sua efficacia nella prevenzione delle malattie infettive sia del rischio di effetti collaterali. Nessuna vaccinazione verrà effettuata senza consenso”.

Questo atteggiamento di civiltà è del tutto assente in Europa dove viene pagata una schiera di mascalzoni e di miserabili cialtroni mercenari per aizzare una sorta di assurda campagna contro chi non si vaccina, ad onta del fatto che ormai tutte le burocrazie sanitarie, persino quelle più vendute a Big Pharma avvertono del fatto che la tesi dei non vaccinati diffusori del contagio è una solenne cazzata. La quale peraltro viene smentita da questa semplice tabella che prende in considerazione i morti attribuiti spesso forzosamente al Covid in Giappone e nei due Paesi europei dove la follia ha raggiunto il diapason ovvero Austria e Germania:


L’uso di farmaci da parte di una sanità che non ha ceduto al diktat contro qualsiasi cura al solo scopo di vendere più vaccini e più controllo sociale ( cosa che rimarrà una delle orribili macchie storiche del sistema capitalistico occidentale) , e probabilmente una minore disponibilità dei medici nipponici a barare sulle dichiarazioni morte ha portato a questa enorme differenza, con tutto che il Giappone è il Paese con il più altro numero di anziani. Certo l’effetto vaccini sull’aumento della mortalità si è fatto sentire, come si vede dalla curva, ma in generale siamo lontanissimi dai numeri occidentali ed questa è una cosa che si riscontra in molta parte dell’Asia. Perché ha pesato anche il modo generale con cui si è gestita la narrazione pandemica e la tabella pubblicata potrebbe anche simboleggiare la vittoria della ragione contro l’isteria e la violenza.

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