L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 dicembre 2021

Eurobond di Istanbul, rischio quasi mortale

Nuovo Eurobond di Istanbul per le infrastrutture, ma i rischi sono elevati

La città metropolitana di Istanbul emetterà un nuovo Eurobond per finanziare un piano di infrastrutture a distanza di un anno dall'altro

di Giuseppe Timpone , pubblicato il 09 Dicembre 2021 alle ore 09:05


Il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, ha reso noto che presto sarà emesso un nuovo Eurobond con l’obiettivo di finanziare un piano di infrastrutture. Tra l’altro, il primo cittadino punta a costruire un inceneritore e a potenziare la metropolitana cittadina, costruendo una nuova linea che colleghi i distretti di Beylikduzu e Sefakoy. Il costo del piano è stimato in 1 miliardo di dollari.

La città di Istanbul emise nel 2020 un Eurobond in dollari a 5 anni, in scadenza il 9 dicembre 2025 e con cedola 6,375% (ISIN: XS2010029234) per l’importo di 580 milioni. Allora, raccolse ordini per 2,4 miliardi ed esitò un rendimento del 6,6%. Tuttavia, alle attuali quotazioni inferiori a 93,50 centesimi, lo stesso titolo oggi rende l’8,56%. Risulta deprezzatosi di quasi il 6% nell’ultimo mese, a causa principalmente della tempesta finanziaria che sta travolgendo la lira turca. A inizio anno, stava a una quotazione superiore a 102.

Eurobond Istanbul, rischi politici e finanziari

Il debito di Istanbul è classificato come “non investment grade” da parte delle principali agenzie di rating: BB- per Fitch e B2 per Moody’s. Significa che il rischio default teoricamente è ritenuto elevato, sebbene i giudizi negativi derivino perlopiù dal basso rating sovrano turco. Nell’area metropolitana di Istanbul risiedono 16 milioni di abitanti, quasi un sesto dell’intera Turchia.

L’Eurobond di Istanbul, però, si presta a rischi non indifferenti. Per prima cosa, esso sarà denominato in valuta estera e se da un lato ciò ci tranquillizza rispetto all’opzione di finanziare la città in lire turche, dall’altro ci espone a uno scenario avverso. Infatti, se la lira turca continuasse a precipitare, il Comune non avrebbe sufficienti risorse per rimborsare il debito estero.Esso raccoglie le tasse e i finanziamenti nazionali in valuta locale.

C’è di più. Imamoglu è esponente del CHP, il Partito Popolare Repubblicano avversario dell’AKP del presidente Erdogan, a cui ha sfilato la guida di Istanbul dopo 25 anni. Egli potrebbe sfidare proprio Erdogan alle prossime elezioni presidenziali. E proprio la sua popolarità rappresenta una minaccia per l’Eurobond di prossima emissione. Come ha ammesso lo stesso sindaco, in carica dal 2019, le banche gli hanno chiuso i rubinetti della liquidità, non consentendogli di rifinanziare i debiti in scadenza. Di fatto, l’emissione sarebbe un po’ una mossa obbligata per sfuggire alla crisi di liquidità altrimenti certa e segnala quanto la politica nazionale pesi sulla stabilità finanziaria della città.

Nessun commento:

Posta un commento