L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 7 dicembre 2021

Il Censis, come sempre, da i numeri

ECONOMIA, ITALIA, PANDEMIA
Vieni avanti, Censis



Date: 6 Dicembre 2021Author: ilsimplicissimus

I dati dell’ultimo Rapporto Censis hanno ratificato che, negli ultimi trenta anni, gli stipendi medi degli italiani hanno perso quasi il 3% in termini reali, contro un aumento che raggiunge il circa il 34% in Germania ed il 31% in Francia. E questo introduce il senso di disfatta che permea questo rapporto: il Pil del Paese era cresciuto complessivamente del 45,2% in termini reali nel decennio degli anni ’70, del 26,9% negli anni ’80, del 17,3% negli anni ’90, poi del 3,2% nel primo decennio del nuovo millennio e dello 0,9% nel decennio pre-pandemia, prima di crollare dell’8,9% nel 2020. Negli ultimi trent’anni di globalizzazione, tra il 1990 e oggi, l’Italia è l’unico Paese Ocse in cui le retribuzioni medie lorde annue sono diminuite e dunque non può stupire se l’82,3% degli italiani pensa di meritare di più nel lavoro e il 65,2% nella propria vita in generale. Il 69,6% si dichiara molto inquieto pensando al futuro, e il dato sale al 70,8% tra i giovani. Si tratta insomma della constatazione di un lungo declino le cui ragioni hanno origine prima nella svendita delle aziende pubbliche e poi nell’adesione all’euro, tutte cose preparate e ordite da quelli che ancora comandano nel Paese e che adesso stanno mandando alla malora la piccola economia del Paese per ubbidire a ordini di scuderia.

E’ forse questa l’irrazionalità che ha “infiltrato il tessuto sociale” e che costituisce il titolo del rapporto di quest’anno? Non sia mai. Sarebbe troppo vero e troppo intelligente per il Censis che dalla sua nascita in seno al potere è sempre stato a la page quanto alla banalità: in mezzo secolo non gliene è sfuggita una. Dunque no, dicerto, l’irrazionalità è di quelli che contestano il nuovo ordine sanitario: “Accanto alla maggioranza ragionevole e saggia si leva un’onda di irrazionalità. È un sonno fatuo della ragione, una fuga fatale nel pensiero magico, stregonesco, sciamanico, che pretende di decifrare il senso occulto della realtà. Per il 5,9% degli italiani (circa 3 milioni di persone) il Covid semplicemente non esiste. Per il 10,9% il vaccino è inutile e inefficace. Per il 31,4% è un farmaco sperimentale e le persone che si vaccinano fanno da cavie. Per il 12,7% la scienza produce più danni che benefici” . Come si può constatare è proprio il Censis che fa sfoggio di una mentalità primitiva e servile nei confronti dei poteri che si stanno apprestando a introdurre una nuova forma di fascismo. Probabilmente chi ha redatto il documento non dev’essere una persona troppo intelligente, cosa che non mi stupisce, perché in poche righe è riuscito a mettere assieme un mucchio di straordinarie cazzate che dimostrano proprio come il Censis ad avere un pensiero magico e come obbedisca ai suoi sciamani di Davos.

Analizziamo frase per frase:

Per il 10,9% il vaccino è inutile e inefficace. E’ irrazionale? Tutt’altro: sono proprio le multinazionali che li producono a dire che non servono a impedire contagi sia passivi che attivi e restringono l’ambito della loro efficacia a una presunta e peraltro indimostrata capacitò di ridurre gli effetti della malattia. Dunque sono proprio le misure legate al green pass ad essere irrazionali e a risentire dei un’aura salvifica attorno al vaccino,

Per il 31,4% è un farmaco sperimentale e le persone che si vaccinano fanno da cavie. H una gran pena per la povera scimmietta costretta a scrivere queste idiozie perché se una cosa è certa è che i vaccini sono sperimentali – questo nessuno lo nega – tanto che hanno autorizzazioni di emergenza. Ed essendo sperimentali, sì le persone fanno da cavie. E chiaro Cita?

Per il 5,9% degli italiani (circa 3 milioni di persone) il Covid semplicemente non esiste. Qui naturalmente bisogna essere un po’ più sofisticati di quanto non possa o non voglia essere il Censis. L’esistenza o meno di una malattia è in relazione ai suoi effetti differenziali in una società. Nessuno nega che il raffreddore esista, ma tutti sarebbero concordi nel dire che è un’affezione leggera, che ogni anno coinvolge miliardi di persone, senza per questo costringere a mettere la parte la costituzione. Badate bene che il semplice raffreddore come infezione parassita che interviene nel momenti finali di una malattia può certamente dare il colpo di grazia. Ora per dire che il covid esiste in questo senso bisogna che il Censis smentisca l’Istituto superiore di sanità quando dice che nel 2020 solo circa 3500 per sono sono morte di Covid.

Per il 12,7% la scienza produce più danni che benefici”. Questa è evidentemente un’opinione, peraltro è diffusa e tematizzata ad altissimo livello nella cultura europea, non è una bestemmia al regime come il Censis sembra credere.

D’altro canto questa fondazione che non si capisce bene da chi venga finanziata, non è nuova a mettere sotto accusa gli italiani secondo le modalità dall’ultima cazzata pseudo sociologica dettata dal sistema ed è solita colpevolizzarli per gli errori o i disegni delle elite. dunque non c’è da stupirsi se adesso si vuole dare la colpa del disastro economico finale provocato da draghi e dalle misure anti Covid che hanno sempre clamorosamente fallito gli obiettivi. Dunque di direbbe che è semmai il Censis a fare sfoggio di pensiero magico se non sapessimo che è solo un atteggiamento servile nei confronti di un potere senza il quale la fondazione stessa non esisterebbe nemmeno.

Nessun commento:

Posta un commento