L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 dicembre 2021

Il codice digitale a tutti gli italiani questo è l'obbiettivo dell'inoculazione dei vaccini sperimentali, se non si capisce questo tutte le battaglie sono perse in partenza

POLITICA
Lunedì, 13 dicembre 2021
Quirinale, 'bomba' nuove restrizioni. O Mattarella cambia idea o sarà il caos
Quirinale, sarà scontro durissimo tra Speranza-Pd-M5S e il Centrodestra

Di Alberto Maggi



Covid, Ricciardi anticipa la linea dura di gennaio

La pandemia piomba sul dossier Quirinale. Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, non esclude che a gennaio, dopo le vacanze estive, sarà necessario un lockdown totale, anche per i vaccinati, con la chiusura di tutte le attività non essenziali, comprese le scuole.

"Sono 6 milioni di adulti e 3 di bambini, un serbatoio notevole del virus, con numerose vulnerabilità che spiegano i tanti morti. Delta col suo indice di contagiosità 6 già preoccupa molto. Omicron arriverebbe a 9. Potrebbe dare meno malattia, ma se fosse più contagiosa peggiorerebbe comunque la situazione. I primi dati sudafricani non sono indicativi. La chiarezza arriverà dalle rilevazioni inglesi, ma le prime notizie non sono confortanti".

Per quanto riguarda il Regno Unito, aggiunge Ricciardi, "la mia previsione è che a gennaio avrà bisogno di un altro lockdown a causa della combinazione tra Delta e Omicron", mentre "l'Italia ha messo in atto una serie di misure, dal Super Green Pass alla chiusura dei voli, alla velocizzazione della terza dose, che consentono di limitare e rimandare il problema, nella speranza di superare l'inverno senza danni e arrivare a primavera".

Insomma, per il ministero della Salute, cioè Speranza, appoggiato da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, serviranno a gennaio misure molto forti, ma, sul fronte opposto, la Lega e in parte anche Forza Italia spingono per non inasprire le restrizioni per non deprimere la fragile ripresa economica. Lo scontro tra le due anime del governo avverrà proprio a ridosso del 18 gennaio, giorno in cui in Parlamento inizieranno le votazioni per eleggere il nuovo presidente della Repubblica.

E la contrapposizione frontale sul fronte Covid rischia di allontanare l'accordo che a parole tutti dicono voler cercare. In molti aspettano con trepidazione il discorso di fine anno di Sergio Mattarella sperando che leggere uno spiraglio sulla possibilità di rivedere il suo no alla rielezione. Ma tutto lascia pensare che il Capo dello Stato userà parole inequivocabili per ribadire il suo no al bis.

Resta soltanto la carta Mario Draghi che potrebbe, forse, mettere d'accordo tutti, ma soltanto se ci sarà un'intesa per un altro premier e andare avanti con la legislatura fino al 2023 (ipotesi molto lontana). Altrimenti si va verso una battaglia lunga in Parlamento tra fazioni opposte, da un lato Silvio Berlusconi e dall'altro, probabilmente, Paolo Gentiloni. Una battaglia che potrebbe lacerare il Paese e indebolire il governo.

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