L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 dicembre 2021

Il grande attacco alla proprietà della casa, che colpisce in particolare l’Italia dove la massima parte del risparmio viene investito nel mattone, è già partito. Draghi, lo stregone maledetto, è il garante, l'ha detto pubblicamente il Finacial Time

Arriva l’esproprio “climatico”



Chi indossa mentalmente il condom contro la realtà e piuttosto che svegliarsi preferisce pensare che il covid sia la peste e che i vaccini sebbene inutili ci salvino in quanto rito propiziatorio collettivo a cui nessuno deve sottrarsi, chi davvero pensa che il clima si riscalderà indefinitamente portando all’estinzione sulla base di modelli concettualmente arretrati o si sveglia in tempo da questo sonno dogmatico, oppure finirà per essere completamente spogliato di ciò che ha. In parte sta già pagando duramente l’inflazione che deriva da molte cause, ma principalmente dalla lucida folli dell’oligarchia europea nel creare uno scontro artificiale con la Russia e quindi di operare sul libero mercato di gas e petrolio e in secondo luogo dall’ideologia della Co2 e del cosiddetto riscaldamento globale che serve anche a far dimenticare i problemi ambientali più pressanti e importanti oltre ad avvantaggiare i grandi gruppi con le quote di anidride carbonica.

Tuttavia questi sono soltanto degli assaggi di ciò che ci attende: il grande attacco alla proprietà della casa, che colpisce in particolare l’Italia dove la massima parte del risparmio viene investito nel mattone, è già partito: a breve ci sarà la revisione del catasto che probabilmente sanerà qualche stortura, ma graverà soprattutto sui poveracci e poi l’Europa vuole stringere il cappio intorno al collo pretendendo che entro il 2030 gli immobili di classe G, vale a dire quelli energeticamente meno performanti, siano esclusi dalla vendita e dall’affitto. Siccome questi alloggi appartengono solitamente alla fascia più modesta di reddito è improbabile che possano essere sistemati per superare l’esame, visto che spesso occorrono cifre da capogiro per questi lavori: dunque saranno edifici fuori mercato che non varranno più nulla e tutti i risparmi finiranno in fumo o meglio finiranno nelle mani di pochi speculatori. Tutto questo ufficialmente per risparmiare quantità minime di Co2 rispetto al totale di anidride carbonica il cui influsso sul clima è tutto ancora da dimostrare, così come è ancora da dimostrare tutto il primitivo impianto ideologico – climatologico dell’Ipcc ( il gruppo dell’Onu che si occupa di cambiamento climatico e che lavora ancora su modelli deterministici, concettualmente anteriori al lavoro fondamentale di Edward Lorenz, lo scienziato dell’effetto farfalla e dell’attrattore di Lorenz). Non voglio in questa sede occuparmi di problemi scientifici, ma questo equivarrebbe in fisica a ignorare la quantistica e la relatività. Forse è davvero venuta l’ora di svegliarsi di informarsi e di capire che in realtà il catastrofismo climatico non è affatto prevalente in ambito scientifico, come si vuole far credere, ma è prevalente soltanto sui media. E anche non c’è niente di più pericoloso per l’ambiente che il catastrofismo insensato che si basa su un solo parametro.

Ad ogni modo se proprio si volesse credere a queste tesi catastrofiste come fingono di fare le oligarche continentali, i modi per poter intervenire in maniera anche molto più efficace sarebbero moltissimi, senza immaginare di far piombare a zero il valore di decine di milioni di immobili e di tenerli di fatto sotto sequestro. Però di certo la commissione europea che non merita nemmeno lo sforzo di una maiuscola non ha come reale obiettivo il risparmio di qualche manciata di Co2, ma semplicemente quello di attuare una visione distopica e diseguale della società, il nuovo feudalesimo dei magnati e degli azionisti: per farlo deve sottrarre potere ai cittadini, attraverso molte strade, la politica, i bassi salari, la precarietà, ma una delle più decisive è il congelamento di fatto delle proprietà delle classi più povere che costituisce comunque un contropotere reale. Se poi questo esproprio non proletario, ma dei proletari ( e anche di molta parte della classe media) può essere attuata facendo leva sulle buone intenzioni tanto meglio, perché si costringe l’opposizione alla difensiva: la tutela della salute e della vita con le segregazione e i vaccini serve al controllo totale delle popolazioni, le leggende climatiche servono a togliere loro ciò che resta di tempi migliori.

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