L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 26 dicembre 2021

L’argento nel 2022 può splendere tra inflazione e svolta green
Il prezzo dell'argento quest'anno è andato giù molto più dell'oro, ma il 2022 dovrebbe essere tutta un'altra storia
di Giuseppe Timpone , pubblicato il 25 Dicembre 2021 alle ore 12:06


Quest’anno è stato negativo per i metalli preziosi, ma l’argento ha pagato più dell’oro. Se questi perde meno del 5%, le perdite del primo arrivano al 15%. I prezzi sono scesi sotto 23 dollari l’oncia. Erano sopra i 26 dollari all’inizio del 2021. Il mercato è solito mettere in relazione i prezzi di questi due metalli per capire se l’argento sia o meno sopravvalutato. Ebbene, siamo passati da un rapporto di 72 a uno di 79. Storicamente, a valori attorno a 80 dovremmo attenderci un recupero del silver.

Per prima cosa, dobbiamo chiederci cosa sia andato storto quest’anno per i due metalli preziosi. La reflazione avrebbe dovuto rinvigorirne le quotazioni, ma è accaduto il contrario. In realtà, veniamo da un 2020 molto positivo per entrambi. L’argento valeva poco più di 18 dollari a fine 2019, l’oro meno di 1.560 dollari. Dunque, il mercato avrebbe anticipato quanto sarebbe accaduto a seguito della pandemia.

C’è una differenza sostanziale tra oro e argento. Entrambi sono percepiti come una difesa contro l’inflazione, ma il secondo ha un impiego industriale molto più diffuso. Infatti, il 50% della sua domanda riguarda proprio scopi produttivi. E quest’anno questa componente della domanda è cresciuta, ma è stata sostanzialmente compensata dal calo sul fronte della gioielleria. Peraltro, il 2021 non è andato come si sperava, tra colli di bottiglia e nuove ondate di contagi da Covid a frenare la ripresa della produzione mondiale.
Argento e possibile svolta nel 2022

Il 2022 dovrebbe segnare la svolta. Con il COP26 di Glasgow, il pianeta sembra avere abbracciato (a parole) la svolta “green”. I governi punteranno maggiormente sulle energie rinnovabili e il contenimento delle emissioni inquinanti stravolgerà il mercato dell’auto, con il passaggio di testimone dal motore a combustione a quello elettrico.
Per l’argento si tratta di una svolta positiva. Esso è impiegato nella produzione di pannelli solari e maggiormente per la costruzione di motori elettrici.

Considerate anche che nei periodi di forte reflazione il rapporto tra oro e argento è arrivato a collassare a cifre che oggi considereremmo incredibili. Nel gennaio del 1980, a fronte di 650 dollari per acquistare un’oncia di oro, ne servivano quasi 40 per una di argento. Il rapporto piombò a 17. E la media storica si attesta intorno a 40. In altre parole, l’argento oggi risulterebbe molto deprezzato rispetto all’oro. In una prospettiva di lungo periodo, converrebbe farci più di un pensierino. Se crediamo che l’oro si porti a – poniamo – 5.000 dollari l’oncia entro i prossimi 5-10 anni, dovremmo attenderci un argento almeno tra 60 e 100 dollari. E se il rapporto tendesse ai valori di 40 anni fa, il boom diverrebbe ancora più spettacolare.

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