L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 12 dicembre 2021

La cecità degli Stati Uniti/Nato è voluta, provocano in continuo la Russia mettendo zizzania in Eurasia, ma il gioco è più grande delle loro possibilità/credibilità, andranno a schiantarsi contro le loro stesse provocazioni

Mosca propone ad USA e Nato un'alternativa allo scenario simile alla crisi dei missili di Cuba

© Sputnik . Natalia Seliverstova /

Le tensioni tra la Russia e l'Allenza Atlantica sono aumentate drammaticamente nelle ultime settimane, sullo sfondo delle accuse occidentali riguardo ai preparativi di Mosca per invadere l'Ucraina. La Russia ha smentito, rilevando che Kiev potrebbe prepararsi a cercare di risolvere con la forza il conflitto civile congelato in Ucraina orientale.
La Russia propone agli Stati Uniti e alla Nato un'alternativa a un nuovo scenario, nello stile della crisi missilistica cubana, ed è disponibile a proseguire il dialogo costruttivo con Washington sull'Ucraina, ha affermato il viceministro degli Esteri Sergey Ryabkov.
"Stiamo proponendo un'alternativa: il non dispiegamento di questo tipo di armi vicino ai nostri confini, il ritiro di forze e risorse che destabilizzano la situazione, il rifiuto di misure provocatorie, comprese varie esercitazioni. Ma ci servono garanzie", ha detto Ryabkov a Sputnik, durante una conferenza stampa nella capitale russa.

"Bisogna evitare una nuova crisi missilistica in Europa, prima che sia troppo tardi, prima che compaiano missili a medio e corto raggio in questi territori. È inaccettabile ed è una via diretta per l'escalation dello scontro", ha avvertito il diplomatico.

Ryabkov ha affermato di non riuscire a capire le recenti azioni degli Stati Uniti e dei suoi alleati europei, sottolineando che il loro comportamento non è affatto funzionale al rafforzamento della propria sicurezza.

"È ridicolo suggerire che i loro missili mirano a contrastare una minaccia missilistica limitata proveniente da altre direzioni", ha affermato.

Il diplomatico ha inoltre sottolineato che la Russia continuerà ad utilizzare tutte le risorse disponibili per portare avanti il ​​dialogo con la Nato sulle questioni di sicurezza e "sfruttare al massimo ogni opportunità per seguire il buon senso in questo ambito".

Ryabkov ha indicato che questo dialogo includerà la proposta sulla moratoria reciproca, verificabile sullo sviluppo di nuovi sistemi missilistici terra-terra vietati dal Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio, da cui gli Stati Uniti sono usciti unilateralmente nel 2019.

Russia "allarmata" dall'espansione verso est della Nato
Il viceministro ha inoltre commentato indirettamente le recenti dichiarazioni di funzionari statunitensi e della Nato sulle prospettive di adesione dell'Ucraina all'Alleanza Atlantica, affermando che un tale sviluppo sarebbe inaccettabile per la Russia.

"Prendo tutti i segnali su questo argomento come parte di un quadro più ampio che è molto allarmante per noi. Ancora una volta: non dovrebbe esserci un'ulteriore espansione verso est della Nato. Anche in assenza di tale allargamento, non dovrebbe esserci l'assorbimento di territori vicini, in senso militare e tecnico-militare, come sta avvenendo attualmente, a scapito degli interessi di sicurezza della Russia", ha affermato Ryabkov.

Il diplomatico ha inoltre commentato le ultime minacce di nuove sanzioni contro la Russia, sottolineando che la posizione e le azioni di Mosca sono "impeccabili sia dal punto di vista del diritto internazionale che dal punto di vista politico". Ha ipotizzato che la Nato ricorra a minacce di sanzioni e pressioni militari contro chiunque non concordi con le loro dichiarazioni supreme di giustizia.


7 Dicembre, 21:38

"Parlare con la Russia in questo modo è inaccettabile", ha detto Ryabkov, aggiungendo che le minacce di sanzioni sono inefficaci, specialmente quando cercano di dire alla Russia cosa fare sul proprio territorio.

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