L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 30 dicembre 2021

La risposta "tecnico-militare" della Russia comincia a palesarsi a cominciare dal dispiegamento a Tartus dei missili ipersonici. Stati Uniti/Nato avvisati, ed è solo l'inizio

Siria: la Russia valuta il dispiegamento di missili ipersonici nel porto di Tartus

PUBBLICATO IL 30 DICEMBRE 2021 ALLE 10:02 

Un funzionario del Ministero della Difesa della Federazione Russa ha suggerito che Mosca potrebbe posizionare i suoi nuovi missili ipersonici Zircon nel porto siriano di Tartus. Si tratterebbe di un’area strategica perché consentirebbe di “colpire qualsiasi obiettivo nel Mediterraneo”.

A riportare la notizia, il 29 dicembre, è stata The New Arab. Le rivelazioni riguardo un possibile dispiegamento nel porto siriano di Tartus sono state rilasciate dal presidente del Comitato per la Difesa della Duma di Stato, Andrei Kartapolov. Quest’ultimo ha dichiarato che collocare Zircon a Tartus aveva lo scopo di “rappresentare una minaccia diretta per il nemico, spingendolo a pensare alle sue azioni successive”. Il funzionario russo ha aggiunto: “Quando ci si rende conto che si deve far fronte a una minaccia diretta per distruggere gli asset offensivi che si trovano nell’Europa Orientale… che senso ha iniziare qualcosa se si sta già perdendo?”. Gli ultimi test del missile ipersonico sono stati condotti, lo scorso 19 novembre, nel Mar Bianco. In tale occasione, Zircon aveva colpito con successo l’obiettivo, posto a 400 chilometri di distanza. Pertanto, la consegna dei missili alla Marina militare dovrebbe iniziare nel 2022, secondo quanto riferito.

I missili ipersonici volano a una velocità senza precedenti e a un’altitudine inferiore, rispetto ai missili balistici tradizionali, consentendo loro di eludere i sistemi di rilevamento missilistico di preallarme esistenti. Secondo Defense News, gli Stati Uniti stanno sviluppando nuovi sensori per far fronte a tali tecnologie missilistiche. Uno degli aspetti strategici di Zircon, a detta degli esperti, risiede nel fatto che il missile è compatibile con i lanciatori verticali universali già in uso nelle unità della Flotta di Mosca. L’arma, inoltre, può essere lanciata sia da unità navali di superficie sia da sottomarini. Lo Zircon è in grado di effettuare voli aerodinamici prolungati, senza registrare perdita di quota anche negli strati più compatti dell’atmosfera terrestre, grazie alla forza motrice del motore che alimenta la stabilità dell’arma durante la sua traiettoria. La velocità massima del razzo è di circa 2,65 chilometri al secondo, per un’altitudine di 20 chilometri. La portata massima del missile è dichiarata a mille chilometri. Zircon dovrebbe essere in grado di colpire con la stessa efficacia sia bersagli marittimi sia di terra. Oltre alla versione navale, il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha altresì menzionato lo sviluppo di un complesso missilistico ipersonico terrestre. Dall’altra parte, esperti occidentali citati da Reuters si sono chiesti quanto possano essere avanzati, nella pratica, i nuovi sistemi ipersonici russi. Tuttavia, hanno anche riconosciuto che la combinazione dei fattori quali velocità, manovrabilità e altitudine che caratterizzano i missili ipersonici rende molto difficile la loro intercettazione.

In tale quadro, è importante ricordare che, il 13 maggio, la Russia ha avviato lavori volti a rafforzare il proprio controllo sul porto di Tartus, situato sulla costa siriana. Tra i vari progetti, Mosca prevede la costruzione di un molo galleggiante, volto a rafforzare le strutture di riparazione navale del porto. In tal modo, una volta completate le operazioni di ammodernamento, la Marina russa non sarà più costretta ad inviare le navi da guerra nei porti del Mar Nero per la manutenzione. I lavori di costruzione, a detta di funzionari militari russi, dovrebbero essere completati entro il 2022.

La Russia è intervenuta in Siria prestando sostegno alle forze affiliate al presidente siriano, Bashar al-Assad, dal 30 settembre 2015. L’inizio della presenza militare nel porto, invece, è da far risalire al 2017, quando Mosca ha raggiunto un’intesa con il governo di Damasco che le ha consentito di ampliare la base navale di Tartus. Quest’ultima è l’unica base russa nel Mediterraneo, creata nel 1971 con un accordo tra l’allora leader sovietico Leonid Brežnev e il presidente siriano Hafez al-Assad, padre di Bashar. Scopo della base era consentire alle navi sovietiche di stanza nel Mediterraneo di non dover far ritorno a Odessa o Sebastopoli per operazioni di riparazione o manutenzione.

In un primo momento, la Marina russa considerava Tartus un semplice punto d’appoggio volto a fornire sostegno di tipo materiale e tecnico. Poi la situazione è cambiata con l’accordo del 2017, quando alla Russia è stato consentito di utilizzare la suddetta base gratuitamente per un periodo di 49 anni, concedendone al Cremlino la piena sovranità. In tal modo, il Paese alleato di Assad ha potuto mantenere decine di navi da guerra, alcune a propulsione nucleare, nella sua unica struttura navale al di fuori dei territori russi. Era stato il ministro dei Trasporti del governo damasceno, Ali Hammoud, ad affermare, ad aprile 2019, che gli investimenti russi nel porto di Tartus avrebbero portato benefici per le casse siriane, dal valore di circa 84 milioni di dollari all’anno. Da parte loro, i gruppi di opposizione hanno più volte denunciato l’accordo del 2017, definendo l’affitto della base di Tartus un “premio di consolazione” per Mosca, alla luce del suo impegno nel proteggere il presidente Assad con aiuti di natura sia militare sia politica. Motivo per cui, alcuni membri dell’opposizione siriana hanno parlato di “pagamento” più che di concessione o addirittura investimento.

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