L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 9 dicembre 2021

La scelta è tra l'inflazione "transitoria" (stagflazione) e depressione deflazionistica si va in ordine sparso

Economia mondiale tra inflazione e politiche delle Banche centrali

L’inflazione è ormai un dato di fatto a livello mondiale. Per adesso non fa paura e le Banche centrali sostanzialmente stanno al palo ad aspettare.

In Europa, Christine Lagarde continua a ripetere che questa inflazione è solo temporanea e nell’anno 2022 potrà rientrare nei parametri di quella programmata del 2%.

Per adesso le Banche centrali stanno ferme e vanno in ordine sparso, i mercati più che una previsione di rialzo dei tassi si aspettano e temono un brusco intervento di “tapering”, in particolar modo da parte della Banca Centrale Statunitense.

Cosa succede in Estremo Oriente? La politica monetaria delle Banche centrali asiatiche

Anche in questa zona i governatori della varie Banche centrali adottano politiche diverse.

La Corea del Sud e la Nuova Zelanda hanno cominciato ad invertire la rotta ed hanno cominciato un tenue rialzo dei tassi.

La Banca Centrale Cinese ha adottato un comportamento diverso ha diminuito i tassi e ha permesso di ridurre alle altre banche le riserve vincolate per legge per aumentare la possibilità di aumentare il credito verso le imprese.

La riduzione delle riserve obbligatorie permetterà di poter sviluppare il “moltiplicatore bancario” nel mercato cinese.

Politiche governative intraprese data la grave situazione del settore immobiliare. In Cina vi è la possibilità, per niente remota, che molti colossi del settore costruzioni possano fallire.

Economia mondiale tra inflazione e politiche delle Banche centrali

Il caso Evergrande è stato ed è sotto gli occhi di tutti i mercati mondiali.

Inoltre l’economia nel Paese del Dragone rallenta e gli incrementi previsti sono inferiori alle aspettative.

Quindi, in questo caso, dovremmo vedere la riduzione dei tassi come un passo obbligato dettato dai mercati. E sono ben noti gli indirizzi del regime di Pechino in economia. Ricordiamo che l’attuale Presidente XI Jinping è stato riconfermato nella sua posizione dall'ultimo Congresso del Partito Comunista Cinese. E sicuramente al presidente non piace ad avere un’economia in recessione.

Vediamo adesso le manovre nell'economia della più grande democrazia del mondo: l’India.

Quali sono state le politiche monetarie adottate?

La Reserve Bank of India (RBI) ha adottato, probabilmente, la politica migliore, ossia ha lasciato per adesso i tassi di riferimento ai minimi storici. Ed è rimasta alla finestra ad aspettare.

La politica monetaria per adesso dovrebbe essere accomodante e l’economia che è ancora sotto pressione della pandemia deve essere incoraggiata. Ricordiamo che l’India ha avuto molte conseguenze negative dal Covid 19 e le sue possibili varianti possono preoccupare moltissimo i suoi mercati.

Questa politica attendista della Banca Indiana è stata seguita anche da quella Australiana, anche qui per gli stessi motivi.

L’economia dell’Australia è uscita dal periodo pandemico fortemente sotto stress e l’innalzamento dei tassi non avrebbe aiutato l’eventuale ripresa.

Concludendo sull’argomento riguardante l’economia mondiale tra inflazione e politiche delle Banche centrali, possiamo capire che per adesso la politica monetaria delle Banche Centrali in Asia non cambierà per l’effetto dell’inflazione.

Il sostegno alle economie nazionali, almeno per adesso, non potrà venir meno, e quindi con molta probabilità le Borse potrebbero continuare a salire.

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