L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 9 dicembre 2021

Le masse sono ingabbiate nella narrazione creata dalla Strategia della Paura nata l'11 settembre 2001, prima il terrorismo, oggi l'influenza covid, domani il CROLLO CLIMATICO. La depressione deflazionistica ci accompagna inesorabilmente ora si è aggiunta anche l'inflazione "transitoria" che ha messo all'angolo le banche centrali. Per uscirne fuori gli Stati Uniti, sempre loro quelli di Hiroshima e Nagasaki, stanno spingendo sull'acceleratore per provocare pesantemente e la Cina e la Russia e ciò è foriera di guai, guai grossi e seri, portare il mondo in una situazione estrema d'isteria non è un bene

Paura sui mercati: Ray Dalio (aveva previsto il 2008) annuncia crollo

-9 Dicembre 2021

Un monito inquietante arriva dal miliardario e guru di Wall Street Ray Dalio.


Dalio è famoso per essere uno dei grandi guru del mercato americano, nonché fondatore del colossale fondo Bridgewater Associates, che è il più grande hedge fund del mondo. Dunque un personaggio molto molto ascoltato. Dalio ha parlato chiaro: per lui c’è un crollo all’orizzonte. Un vero cigno nero (più che un cigno nero è un cigno bianco voluto cercato dagli Stati Uniti) sta per abbattersi sulle borse. Vediamo perchè. Per Dalio i mercati stanno pesantemente sottovalutando l’inasprirsi delle tensioni USA Cina. Si tratta di uno scenario che può far crollare l’economia. Vediamo perchè. Dalio ritiene che i due grandi player dell’economia mondiale sono arrivati ad un vero e proprio punto di rottura e ciò sarà deflagrante sui mercati. Le tensioni tra i due giganti sono tanto economiche quanto geopolitiche e davvero il caso delle Olimpiadi ne ha dato buona prova.
Tensione crescente


Gli Usa hanno clamorosamente annunciato che boicotteranno le Olimpiadi invernali cinesi. Uno schiaffo in piena regola e la Cina non ha fatto attendere per la sua dura reazione. Con le attuali fragilità che il mondo sta attraversando, su tutte la pandemia e l’inflazione crescente, un muro contro muro tra i due giganti potrebbe essere davvero devastante per le borse? Che Dalio abbia appena fatto un’altra delle sue previsioni azzeccate come quella del 2008? Staremo a vedere. Ma sui mercati i motivi di allarme per gli analisti sono tanti. Sta suscitando forti perplessità il crollo delle criptovalute. All’articolo sotto vediamo una prospettiva inquietante: che le crypto anticipino il mercato?

Ma l’incognita più grossa per il mercato resta la Fed. Ora che ragiona da falco potrebbe alzare i tassi e molti temono che possa farlo già nel primo trimestre.

Certamente un momento di apprensione sui mercati da monitorare con estrema attenzione.

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