L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 13 dicembre 2021

L'intelligenza degli euroimbecilli è povertà logica. Se il gas russo passasse per l'Ucraina non ci sarebbe un atto di pressione cosa che potrebbe avvenire se passa per lo Nord Stream 2. Gli Stati Uniti e i servi dei mezzi di informazione continuando a gridare al lupo al lupo hanno ottenuto ciò che volevano il gas è aumentato vertiginosamente, aziende e famiglie in ginocchio. Moltissime grazie agli imbecilli di tutte le razze

Il gas Ue galoppa sulle tensioni Usa-Russia. Mosca: volete le forniture gratis?

Il prezzo della materia prima di provenienza dalla Russia è balzato fino al 10% questa mattina a 116,4 euro, i massimi degli ultimi due anni toccati per poco a ottobre. Al centro le ritorsioni dell'area Nato alla pressione di Mosca sui confini ucraini per invadere il Paese. Nord Stream 2 a secco

di Elena Dal Maso13/12/2021 10:50

Il gas Ue galoppa sulle tensioni Usa-Russia. Mosca: volete le forniture gratis?


Il prezzo del gas in Europa di provenienza russa è salito del 10% sopra quota 116,4 euro per megawatt l'ora all'apertura delle negoziazioni, oggi, per la prima volta dall'inizio di ottobre, secondo i dati Ice, per poi assestarsi ad un +8,15% a 114,4 euro. Sono i valori massimi degli ultimi due anni, fino al 2020 il prezzo medio della materia prima era attorno a 15 euro.

Il balzo dei prezzi arriva dopo che i ministri degli esteri del G-7 hanno avvertito Mosca nelle scorse ore di ridurre l'assembramento di militari al confine con all'Ucraina. Sebbene gli effetti non siano stati precisati, possibili sanzioni potrebbero colpire le banche e l'accesso ai cambi, mentre la Germania ha subito pressioni, spiega Bloomberg, sul gasdotto gasdotto Nord Stream 2 che la collega alla Russia. Il presidente Usa, Biden, sabato ha avvertito Mosca di sanzioni economiche "devastanti" se attaccasse l'Ucraina e ha affermato che in quel caso verrebbero inviate truppe statunitensi e della Nato per difendere gli alleati.

Dal canto suo, l'Unione europea sta discutendo un nuovo possibile nuovo giro di sanzioni economiche contro la Russia, assieme a Stati Uniti e Gran Bretagna, ma nessuna decisione sarà presa oggi, ha detto l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza della Ue Josep Borrell. L'Ue, insieme con gli Usa, ha imposto sanzioni economiche sulla Russia a luglio 2014, colpendo il settore energetico, quello bancario e quello della difesa e sta considerando la possibilità di prendere ulteriori misure nel caso in cui la Russia tenti di invadere l'Ucraina. "Siamo in modalità di deterrenza", ha detto Borrell all'arrivo ad un meeting di ministri degli Esteri.

Ieri, il segretario di Stato americano, Antony Blinken, nel corso di un'intervista alla NBC, ha detto che "è improbabile che il gasdotto Nord Stream 2 diventi operativo in caso di aggressione all'Ucraina da parte della Russia". Quel gasdotto "non ha alcun flusso di gas che lo attraversa in questo momento e, in effetti, è una fonte di leva sulla Russia, perché, nella misura in cui il presidente, Vladimir Putin, vuole vedere il gas fluire attraverso quel gasdotto... è molto improbabile o difficile che ciò accada se la Russia ha rinnovato la sua aggressione all'Ucraina... ", ha spiegato Blinken.

Il progetto Nord Stream 2 è stato completato lo scorso settembre ed è un gasdotto che trasporta il gas naturale dai giacimenti russi alla costa tedesca, si estende per 1.230 chilometri sotto il Mar Baltico ed è il più lungo gasdotto al mondo. La posizione Usa ha visto poi la reazione della Polonia, che, insieme ai partner tedeschi, sta cercando di fornire risposte ai possibili rischi associati al progetto. Lo ha detto nelle scorse ore il primo ministro Mateusz Morawiecki dopo i colloqui con il cancelliere tedesco, Olaf Scholz.

Secondo Morawiecki, Nord Stream 2 può essere utilizzato come strumento di pressione e ricatto e non sono ancora stati individuati tutti i rischi correlati alla sua messa in servizio. Ucraina, Polonia e molte altre nazioni dell'Europa orientale potrebbero essere ricattate dalla Russia, che, come si è visto in questi, mesi, centellina l'invio del gas all'Europa a causa delle tensioni geo-politiche. "Significherebbe destabilizzare l'Ue e il fianco orientale della Nato", ha detto Morawiecki.

"Stiamo cercando di elaborare con i partner tedeschi soluzioni che rispondano a questi rischi", ha spiegato il premier, aggiungendo che l'opzione migliore sarebbe non far lavorare affatto questo gasdotto. Lo scrive la stessa Tass, l'agenzia di Stato russa, ed è questa la notizia più letta oggi sul suo sito.

Dal canto suo, Mosca, sottolinea la Tass, ha "ripetutamente sottolineato che Nord Stream 2 è un progetto interamente commerciale che viene implementato in collaborazione con i partner europei". La Russia a ha inoltre più volte sottolineato "di non aver mai utilizzato le risorse energetiche come strumento di pressione".

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un'intervista con il canale televisivo greco, Antenna TV, ha spiegato che la Russia copre oltre il 40% della domanda greca di gas naturale e di recente ha persino aumentato le forniture. "La Russia sta continuando a adempiere a tutti i suoi obblighi nei confronti degli acquirenti greci e continuerà a farlo. Abbiamo persino aumentato le spedizioni nell'ambito degli accordi a lungo termine in vigore". E sapete che cosa è successo con i fornitori americani?, ha chiesto Peskov. "Hanno ridotto le forniture in Grecia del 43% perché hanno iniziato a inviare il gas in Estremo Oriente e nel Sudest Asiatico dal momento che la materia prima è pagata meglio in quelle aree", ha osservato il portavoce del Cremlino. La stessa Russia sta aumentando le forniture alla Cina, nel frattempo, fra i primi acquirenti al mondo, disposta a strappare la materia prima a prezzi più alti di quelli europei.

Secondo Peskov, si tratta di "una mutua interdipendenza" tra Russia e Unione Europea che "porta stabilità e prevedibilità". Questo è quello che "stiamo cercando di spiegare agli europei, ma Bruxelles - non capiamo perché - ha scelto il mercato spot e le rinnovabili", ha proseguito Peskow. "Le rinnovabili non sono però costanti. Un anno hai molto vento, un anno no, e il clima è imprevedibile", ha osservato il portavoce del Cremlino. Quando gli è stato chiesto se Mosca fosse disposta ad aiutare i greci, colpiti duramente, dagli alti prezzi del gas, Peskow ha risposto: "Volete che vi inviamo il gas naturale gratis?".

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