L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 8 dicembre 2021

ma Lei è un complottista?

L’ennesimo, colossale short squeeze. E se l’aggiotaggio sanitario diventasse reato?

7 Dicembre 2021 - 20:26

Per il professor Fauci, Omicron è poco più di un’influenza: il detonatore che innesca coperture forzate dopo 10 giorni di vendite è servito. Scommettiamo che a breve tornerà a essere la nuova Ebola?


Le Borse archiviano Omicron, sospinte dal comparto tech. Sembra una formula magica. Ovviamente, nulla è come sembra. Anzi, come viene descritto. Perché come riportato pochi giorni fa, la smart money stava vendendo con il badile e la clientela retail comprava tutto con l’avidità di chi opera in modalità di FOMO perenne. Cosa sia è presto detto: Fear Of Missing Out, la paura di perdere il treno del rally che passa una volta sola. Le famose ville in Florida per Natale che Bud Fox prometteva ai colleghi meccanici del padre.

Ma i pasti gratis non ci sono. E non tanto perché gli hedge funds stiano sanguinando e con loro i clienti, bensì perché ormai siamo entrati in un regime decisamente pericoloso di aggiotaggio sanitario strutturale. In attesa, in caso il flip-flop del Covid cominci a perdere di appeal come accaduto in passato con lo spauracchio ISIS, del ritorno in grande stile del warfare maccartista. Insomma, il Covid equivale a GameStop o Bitcoin: sono le voci quotidiane a muovere tutto, certamente non i reali sottostanti. A breve, quindi, l’Ucraina potrebbe degnamente sostituirlo.

Basta guardare queste immagini

Andamento intraday del paniere dei titoli più soggetti a posizioni ribassiste Fonte: Bloomberg/Zerohedge
Flussi aggregati di entrata e uscita dal mercato equity per comparto Fonte: Goldman Sachs
Strappo del report di Goldman Sachs del 3 dicembre Fonte: Goldman Sachs

per capire cosa sia ciclicamente accaduto oggi: qui non siamo nemmeno più al rimbalzo del gatto morto, siamo alla trasformazione del lancio del povero micio deceduto in disciplina olimpica. Regolamentata e codificata. E’ bastato che il professor Fauci uscisse dal cono d’ombra in cui la sfilza di contonate in cui è incorso lo aveva relegato per operare da detonatore dello più classico casi di short squeeze waiting to happen. Per l’accademico, la variante Onicron, di fatto, sarebbe poco più di un raffreddore. Et voilà, un Nasdaq che vedeva Ark Innovation sanguinare da settimane nel 98% delle componenti del suo portfolio precipitate in bear market è tornato a essere il faro del libero mercato e della luce in fondo al tunnel.

Il problema? Una strategia simile è l’antitesi del capitalismo. Non esiste price discovery, non esiste fair value, i modelli di VaR vengono generati dai bollettini medici. E, soprattutto, qualcosa comincia a emergere dai meandri del mercato o di ciò che ne resta. Mentre infatti decine di hedge funds si leccano le ferite e fanno i conti con perdite quotidiane, alcuni soggetti stanno alzando la posta in gioco. Nella fattispecie, i cosiddetti giant multi-strat funds. Ovvero, soggetti come Citadel e Millennium, di fatto operatori che intendono la concorrenza a modo loro: un monopolio garantito da gigantismo. Questo grafico,

Livello di leverage su AUM dei principali multi-strat funds USA Fonte: Sec/Zerohedge

forse, mette in prospettiva i numeri di cui stiamo parlando, stante un livello di esposizione alla leva rispetto agli Assets Under Management degni di Evergrande.

E cosa hanno appena comunicato i due soggetti in questione? Un drastico allungamento dei tempi di lock-up del capitale che i loro clienti investono. Nella fattispecie, da oggi per ottenere la redemption del capitale da Millennium occorre attendere 5 anni, mentre da Citadel soltanto quattro. L’alternativa? Pagare salatissime penali.

Comparazione dei termini contrattuali di lock-up dei principali multi-strat funds Fonte: Bloomberg

E anche in questo caso, non è detto che si riesca a ottenere il proprio denaro. Perché la questione è paradigmatica? Semplice. Se dopo trimestri interi di perdite esiste ancora una ragione per cui la clientela facoltosa preferisce affidare il suo denaro agli hedge funds piuttosto che ai fondi di private equity è proprio quella legata alla rapidità delle redemptions, solitamente questione di settimane.

Il timore? Se esiste al mondo un antidoto ai rischi potenziali di una crisi di liquidità come quella del mercato repo del settembre 2019 è proprio la disponibilità di cash: perché due dei giant multi-strat funds più grandi e potenti d’America sentono il bisogno di forzare in questo modo la mano verso la clientela rispetto alla condizioni di ingresso? Forse perché quotidianamente istituzioni finanziarie parcheggiano 1,5 trilioni di dollari alla Fed di New York per uno 0,05% totalmente gratuito ma a rischio di 24 ore di lock-up di quella liquidità? Forse i grandi player di Wall Street sanno che l’incidente, più o meno controllato, può essere dietro l’angolo?

Questo ultimo grafico
Comparazione fra indice S&P’s 500 e curva dei rendimenti Usa (dicembre 2018) Fonte: Bloomberg/Zerohedge

mostra come nel dicembre 2018 un sobrio -20% del mercato equity costrinse Jerome Powell ha rinfoderare gli istinti da falco e operare il più classico dei flip-flop verso una politica dichiaratamente espansiva. Insomma, manipolazione non solo ai massimi livello. Bensì, apparentemente totale. Un rimedio? Se la Sec fosse ancora operativa e non occupata in un letargo stile Orso Yoghi, basterebbe un richiamo a tutti a maggior cautela nel lanciarsi in dichiarazioni market-mover con gli indici in contrattazione. Ma se nessuno ha ricevuto la visita dei men in black nel corso dei mesi folli di GameStop e soci, difficilmente lo farà ora. Perché adesso, piaccia o meno, l’aggiotaggio sanitario è praticamente di Stato. O, per dirla con Totò, almeno parastatale.

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