L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 12 dicembre 2021

Monte dei Paschi di Siena - Sull'assassinio di David Rossi, l'ufficiale dei carabinieri si fa gli affari suoi

Morte David Rossi, fu il pm Nastasi a rispondere al telefono del manager Mps


10 dicembre 2021

La notte della morte di David Rossi, il pm Antonino Nastasi rispose ad una telefonata della parlamentare Daniela Santanchè, arrivata proprio sul cellulare dell'allora manager della comunicazione della Banca Monte dei Paschi di Siena. E' emerso nella parte finale dell'audizione di Pasquale Aglieco, ufficiale dell'Arma dei Carabinieri, allora comandante provinciale di Siena. Otto anni dopo la morte di Rossi, emerge che Aglieco poco dopo la tragedia era nell'ufficio del manager, insieme al pubblico ministero Nastasi, che il magistrato rispose alla telefonata della parlamentare e che l'allora comandante provinciale dell'Arma non sapeva che un suo carabiniere aveva consegnato al fratello di David il portafoglio del manager, senza procedere al sequestro e a una eventuale analisi.

La telefonata. Nastasi rispose mentre era nell'ufficio di David Rossi. E' stato Luca Migliorino, parlamentare del Movimento 5 Stelle, a chiedere ad Aglieco se il telefono di David Rossi aveva squillato mentre lui e il pm erano all'interno dell'ufficio. La risposta di Aglieco è stata chiara. Secondo lui arrivarono due chiamate, una del giornalista di Tommaso Strambi e un'altra della parlamentare Daniela Santanchè. Rispetto alla prima i suoi ricordi sono stati "inquinati" dal fatto che ha ascoltato l'audizione di Strambi che proprio davanti la commissione ha raccontato che provò a chiamare Rossi. Più nitida la seconda telefonata: "Mi sembra di ricordare che a rispondere fu il dottor Nastasi. Gli avrà solamente detto che era il pubblico ministero...". Migliorino però incalza l'ufficiale dei carabinieri: è normale che si risponda ad un telefono in una circostanza del genere? Aglieco: "Francamente non lo so, perché non è previsto da nessuna parte né sì né no. Se sia opportuno forse...".

Migliorino spiega che dai tabulati si evince che la telefonata con Santanchè durò 38 secondi. Aglieco: "E quindi vuol dire che ci ha parlato il dottor Nastasi. Le avrà detto che era il pubblico ministero e che...". Migliorino lo interrompe: "Peccato che in nessuna relazione è stato riportato che aveva risposto a Santanchè". Aglieco a quel punto spiega che secondo la legge "il pubblico ministero è signore e padrone della scena del crimine. Se decide di spostare una bottiglia o rispondere ad una telefonata poi non è che deve fare una relazione per giustificare a se stesso quello che ha fatto. Lui ne risponde al giudice, quando fa la richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio, racconterà quello che è successo. Il giudice vedendo i tabulati potrebbe contestare". Secondo l'ufficiale dei carabinieri Nastasi era il titolare dell'inchiesta e quindi non era tenuto a dire che aveva risposto. Ma Migliorino incalza: "Però ha toccato il telefono. E se uno voleva prendere le impronte digitali su quel telefono, è stato normale toccarlo?". Aglieco allarga le braccia.


Il portafogli Nella parte finale dell'audizione all'ex comandante dei carabinieri di Siena viene chiesto se è stato normale che un militare abbia recuperato il portafoglio di David Rossi e lo abbia consegnato al fratello prima dell'arrivo della Scientifica. "No - è la risposta - E' avvenuto?". Migliorino: "Se è stato un carabiniere glie l'avrebbe dovuto dire?". E anche in questo caso Aglieco è netto: "Sì, secondo me non lo avrebbe nemmeno dovuto fare, visto che non era la nostra la scena del crimine". L'ufficiale risponde ancora una volta sì quando gli viene domandato se a suo avviso il portafogli doveva essere sequestrato e spiega anche che eventualmente andava esaminato.

L’ex comandante provinciale dei carabinieri, che aveva chiesto lui stesso di essere ascoltato dalla commissione parlamentare d’inchiesta, nel corso della deposizione, ha spiegato di essere arrivato in vicolo di Monte Pio, “dopo aver comprato le sigarette in piazza Matteotti e aver seguito una volante della Polizia”. La sua presenza è testimoniata dalle dichiarazioni dall’agente di polizia, Livio Marini, ma come ha fatto notare Migliorino, “non esistono altri riscontri”. L'ufficiale ha quindi raccontato di aver accompagnato i magistrati nel sopralluogo dell’ufficio del manager: “Quando siamo entrati, il pm Nastasi si è posizionato sulla sedia di Rossi e ha iniziato a inquadrare la scena, poi con una penna ha rovistato nel cestino, prima di rovesciarlo sul tavolo”. Dichiarazioni che hanno un po’ sorpreso i commissari, ma Aglieco ha definito questo modo di procedere “abbastanza rituale”. Ha aggiunto di aver osservato le operazioni, non intervenendo: “I rilievi sono stati fatti solo dai magistrati. Per me comunque quello non era un sopralluogo. Quello è stato fatto dopo dalla Scientifica”. Migliorino gli ha chiesto dei bigliettini, ma il militare ha detto di non ricordarsi dove erano stati messi: “Non era la mia indagine ed ero un po’ distratto. Comunque sarebbe stato grave intromettersi”.

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