L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 27 dicembre 2021

Non c'è nessuna correlazione per questa mattanza di atleti morti. Se si muore la notte dopo l'inoculazione del vaccino sperimentale insistiamo, nessuna correlazione

Mattanza: dopo il booster muore giornalista aedo dei vaccini

Carlos Tejada nella foto che si è fatto scattare per la sua terza dose: dopo poche ore è morto.


Alle volte il destino si prende delle rivincite e così il periodo appena precedente quello delle feste ha fatto registrare registrato un decesso singolare che sembra quasi un contrappasso: è morto per arresto cardiaco improvviso, all’età di 49 anni uno dei giornalisti più noti del New York Times: Carlos Tejada. Si tratta del responsabile per l’Asia del quotidiano che oltre ad aver da anni impostato il suo lavoro in senso ossessivamente anticinese, è diventato durante quest’anno uno dei difensori più accesi del vaccino dentro una delle testate giornalistiche più fedeli alla narrazione pandemica con tutto il suo apparato di mascherine, segregazioni, distanziamenti sociali. E Tejada non si faceva certo da parte visto che ha attivamente collaborato con i suoi servizi a far vincere al giornale il Pulitzer. Il 17 dicembre coerentemente con le sue tesi si era fatto iniettare la terza dose di vaccino, pubblicando fra l’altro su Instagram la foto della sua iniezione: il giorno dopo è improvvisamente deceduto nel sonno. Dal momento che non sono passati i 14 giorni necessari ad entrare ufficialmente nel novero dei completamente vaccinati si potrebbe dire che la vaccinazione non c’entra nulla e da vivo Tejada avrebbe certamente sostenuto questa assurda tesi sul suo giornale. Il quale peraltro pur dando notizie sulla morte del proprio illustre collaboratore è stato reticente sulla vicenda della vaccinazione.

Ma non è stato l’unico decesso improvviso e misterioso di persone con qualche notorietà pubblica: c’è stata anche una strage di calciatori tutti in qualche modo costretti a vaccinarsi e tutti stroncati sul campo. Il 22 dicembre, il giocatore della nazionale dell’Oman Mukhaled Al-Raqadi , 29 anni , è morto tragicamente per un collasso durante un riscaldamento in vista di una partita; lo stesso giorno, Ahmed Amin , portiere della terza divisione egiziana di Al-Anwar SC, è stato stroncato da un infarto dopo un allenamento; il 23 dicembre è morto in ospedale il difensore croato Marin Cacic, svenuto dopo un allenamento è successivamente morto in ospedale per arresto cardiaco; infine si deve registrare la morte del calciatore algerino Sofiane Loukar deceduto durante una partita. C’è da rimanere veramente sconcertati di fronte alla strage dopo vaccino che tuttavia non è certo né casuale, né isolata: finora sono oltre 300 gli atleti morti improvvisamente o menomati dopo essersi vaccinati e si tratta di un numero di eventi che di solito si verifica in 25 anni.

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