L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 4 dicembre 2021

Non vogliono obbligare ma imporre l'inoculazione dei vaccini sperimentali. Il porre i bambini a far da cavie apre una grande faglia della narrazione covid

Berlino, un certo scollamento?

Maurizio Blondet 3 Dicembre 2021

(Paura, eh?)



Thomas Mertens, presidente di STIKO (Commissione per le Vaccinazioni) di RKI citata da

: “Non vaccinerei i miei figli. Non c’è nessun dato sulla sicurezza per i 5-11 anni. Gli studi attuali mostrano che non sono possibili previsioni sui danni a lungo termine.”

Una dichiarazione forte, che deflagra nel marasma della corsa alla vaccinazione per i più piccoli. Il presidente della Commissione permanente tedesca per le vaccinazioni (Stiko), Thomas Mertens, ha dichiarato che al momento non farebbe vaccinare il proprio bambino di sette anni contro il Covid a causa della mancanza di dati chiari sugli effetti di lungo periodo. Una vera e propria bomba che ha mandato su tutte le furie l’intero sistema. In pochi minuti, infatti, in molti si sono detti: “Se non lo fa lui, perché dovremmo invece vaccinare noi i nostri bambini?”. Mertens lo ha dichiarato a F.A.Z


DWN

Per i soldati la vaccinazione contro il Corona è obbligatoria come primo gruppo professionale. Chiunque si ritiri ostinatamente da questo sarà sanzionato. Punizioni disciplinari, arresti – e licenziamenti senza preavviso.

La leadership militare della Bundeswehr vuole far rispettare rigorosamente l’obbligo di vaccinazione contro la corona appena introdotto: chiunque rifiuti una vaccinazione senza una buona ragione medica deve affrontare gravi sanzioni. E’ quanto emerge da una lettera dell’ispettore dell’esercito Alfons Mais, a disposizione dell’agenzia di stampa tedesca. Anche la funzionalità e la prontezza all’azione dovrebbero essere mantenute al fine di fornire aiuto nella pandemia. La protezione completa delle donne e degli uomini non vaccinati dovrebbe essere stabilita “il prima possibile”.

Dopo mesi di discussioni, il ministero della Difesa ha reso la vaccinazione corona per gli oltre 180.000 soldati “soggetti a tolleranza” la scorsa settimana. Ora appartiene al cosiddetto programma di vaccinazione di base. La vaccinazione diventa così un requisito in un primo gruppo professionale – con la legge sui soldati come base.

“Durante l’attuazione di questi ordini, occorre prestare attenzione che non vi sia stigmatizzazione o esclusione di soldati precedentemente non vaccinati al fine di preservare la struttura interna dei nostri ranghi”, ha scritto Mais ai “Gentilmen Generals”. “Tuttavia, non si può escludere che i singoli soldati non rispetteranno l’obbligo di tollerare la vaccinazione contro il Covid-19 e non seguiranno gli ordini corrispondenti”.

Mais fa riferimento a una sentenza del Tribunale amministrativo federale del dicembre dello scorso anno, secondo la quale l’obbligo di tollerare non è discutibile. Si trattava di un soldato che aveva resistito a otto giorni di arresto disciplinare per essersi rifiutato di vaccinarsi. La corte ha anche affermato che, soprattutto, il rifiuto ripetuto di obbedire agli ordini è un reato militare – che è punito con una riduzione dello stipendio, un divieto di promozione o una riduzione di grado.

“L’obbligo di tollerare è una caratteristica militare speciale. Significa che i soldati sono obbligati a vaccinare, il cui uso è raccomandato dalle società specializzate competenti per evitare alcune malattie infettive “, ha spiegato un portavoce del ministero. Questo è ancorato alla legge sui soldati. L’obbligo di tollerare è un “pilastro per mantenere la capacità di leadership e la prontezza operativa della Bundeswehr”.

Nella Bundeswehr, i corpi coinvolti inizialmente si sono scontrati con le vaccinazioni corona obbligatorie, sebbene siano necessarie tutta una serie di altre vaccinazioni, contro alcune malattie meno pericolose o meno contagiose. Un collegio arbitrale ha poi votato a favore. Nel complesso, secondo la Bundeswehr, la percentuale di soldati vaccinati, di oltre l’80%, è già superiore a quella dell’intera popolazione. Non c’è ancora il numero esatto di coloro che hanno rifiutato di essere vaccinati.

Nei casi “in cui i soldati non rispettano il dovere di tollerare e gli ordini loro impartiti”, ritiene ineludibili le indagini preliminari finalizzate al procedimento giudiziario disciplinare, scrive l’ispettore dell’esercito Mais. Per i soldati regolari fino al termine del quarto anno di servizio e per quelli che svolgono il servizio militare volontario è consigliabile il licenziamento senza preavviso. Altrimenti c’è una “grave minaccia all’ordine militare o alla sicurezza delle truppe”.
Il ministro della Sanità ad interim della Germania, Jens Spahn, ha dichiarato che non ha cambiato il proprio parere sulla questione della vaccinazione obbligatoria e voterà contro il decreto legge che prevede tale misura, se e quando dovesse arrivare nel Bundestag.
Questa settimana, il governo federale della Germania, congiuntamente con i governi regionali, ha convenuto che la questione sull’eventuale introduzione dell’obbligo vaccinale a livello nazionale sarà decisa dal Bundestag. Il cancelliere ad interim Angela Merkel ha affermato che la legge, se verrà approvata, potrebbe entrare in vigore dal febbraio 2022. La Merkel ha dichiarato che, se fosse un membro del Bundestag, avrebbe sostenuto il disegno di legge. Il cancelliere uscente non fa parte del nuovo governo federale dal 26 settembre, quando si è insediata la XX legislatura.
“Sapete che sono scettico riguardo ad un obbligo vaccinale generale. Mi sono già espresso sulla questione e il mio voto sarà coerente. Per quanto riguarda l’implementazione della legge, ci lavoreranno coloro che preparano il ddl”, ha dichiarato Spahn…
Spahn ha più volte affermato di non sostenere l’idea di introdurre l’obbligo vaccinale, in quanto, a suo avviso, deve essere un “obbligo morale” e non legale…a criticato i no-vax, sottolineando che “la libertà non significa che ognuno possa fare ciò che vuole” e che esiste una responsabilità nei confronti della società.

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