L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 dicembre 2021

NoTav - L'alta velocità già c'è e passa per il Frejus ma per le prebende ne devono fare un'altra, sventrando montagne e distruggendo valli, con costi vergognosi, inauditi, un'opera inutile e dannosa. Ma tant'è questa è la nostra classe dirigente

 Alta velocità, si va a Parigi! Ah, ma la linea già c’è?

di Dante Barontini

19 dicembre 2021 

Esultate, gente, esultate! E’ stata inaugurata la linea ferroviaria alta velocità da Milano a Parigi!

“Dal 18 dicembre i treni Frecciarossa 1000 percorrono la tratta da Milano Centrale a Parigi Gare de Lyon”. In sole sette ore, comodamente seduti e senza la paura di cadere dal cielo, lascerete la Madunina e vedrete la Torre Eiffel. E naturalmente viceversa.

La strategia commerciale di Trenitalia si conferma anche su questa tratta, con alcuni (pochissimi) posti venduti a soli 29 euro, se potete prenotare mesi prima.

Tutto bello, efficientissimo, modernissimo, rassicurante e promozionale. Si omette in genere di ricordare che un treno sulla stessa linea c’era già, il francese Tgv, che parte da e arriva proprio a Milano… Ma non fa niente, la concorrenza è l’anima del capitalismo, no?

Il lettore, e ancor più il telespettatore, assiste soddisfatto, pensando a quando potrà farsi il suo viaggetto low cost…

A noi, che siamo viaggiatori ansiosi di pagare poco, ma anche un po’ attenti alla geografia, viene in mente una domanda: ma che strada fa, questo Frecciarossa ad alta velocità?

No, perché sono 40 anni che si parla di costruire una linea ad alta velocità che colleghi Torino e Lione, si mandano truppe in Val Susa per proteggere i lavori (per ora solo “ispettivi”, un tunnel geognostico, ma con devastazione della valle per costruire megaparcheggi per i mezzi da lavoro, nonché per i camion dei militari).

Quaranta anni che la popolazione valsusina si oppone, resiste, sabota, ostacola, con l’aiuto di molti solidali. Quaranta anni di repressione, cariche, condanne, scontri, processi, multe. E di lavori che vanno a rilento e, come da tradizione speculativa, vedono levitare i costi verso il cielo come una mongolfiera.

Dunque: quale cavolo di strada fa questo nuovo convoglio ad alta velocità?

I giornali diligentemente segnalano le stazioni: “Dalla stazione di Paris Gare de Lyon il Frecciarossa è partito alle 7.26 con fermate a Lyon Part Dieu, Chambery-Challes-Les-Eaux, Modane, Torino”.

Notate nulla? Non vi ronza un po’ qualcosa tra le orecchie?

Questa treno alta velocità ferma a Torino e a Lione… Dunque un Tav tra queste due città esiste già, e passa proprio per la val Susa. E allora cosa cazzo vanno costruendo, ancora?

In teoria, un percorso a più bassa quota, tutto in galleria, evitando il passo del Frejus, per guadaganare – udite, udite! – qualche minuto di viaggio in meno. Minuti, non ore…

Diciamo in teoria perché, come dovrebbe essere noto – se i media facessero informazione anziché “servizietti” per i loro editori (che partecipano al progetto Tav) – da parte francese non esistono ancora nemmeno i progetti.

E sarebbe davvero scortese, nei rapporti internazionali, trapanare una catena di montagne per sbucare in territorio altrui senza chiedere permesso…

Non potete credere che una linea alta velocità esista già da decenni, e che passi proprio per la Val Susa?

Beh, eccovi qui sotto il tracciato ufficiale. Ma poi, per favore, chiedetevi anche a chi serve stravolgere una valle per fare un tubo che non serve a un tubo, che non porta da nessuna parte e che ne affianca un altro già esistente (e che viene usato anche poco: il 35% nel traffico possibile).

A chi fa i lavori, certamente. A chi li paga (i contribuenti, cioè noi), sicuramente no.

https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/21870-dante-barontini-alta-velocita-si-va-a-parigi-ah-ma-la-linea-gia-c-e.html

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