L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 dicembre 2021

Olimpiadi 2022 - il boicottaggio diplomatico strumento di manipolazione politica

Olimpiadi invernali, la Cina risponde ai boicottaggi diplomatici: «Australia, Usa e Regno unito pagheranno per questo sbaglio»

9 DICEMBRE 2021 - 14:15


Mentre cresce il fronte dei Paesi che non manderanno ministri e funzionari all’evento, la Francia si smarca: «Non boicotteremo i Giochi»

Le Olimpiadi invernali di Pechino diventano sempre di più un caso diplomatico. Dopo l’annuncio nei giorni scorsi di Australia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada di non voler mandare le proprie delegazioni di ministri e funzionari ai Giochi, la Cina ha risposto a tono. «Hanno utilizzato la piattaforma delle Olimpiadi per la manipolazione politica», ha dichiarato oggi, 9 dicembre, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin. «E, per questo sbaglio, dovranno pagare un prezzo». I quattro Paesi hanno motivato la loro scelta dicendosi preoccupati per la situazione dei diritti umani nel Paese asiatico (ma anche, come l’Australia, per i disaccordi commerciali). La reazione della Cina è arrivata nei giorni in cui l’Unione europea sta valutando la sua posizione sul tema. Ma in Europa c’è chi si è già smarcato: il ministro francese dell’Istruzione e dello Sport, Jean-Michel Blanquer, ha dichiarato in un’intervista radiofonica che Parigi non seguirà l’esempio degli altri Paesi e manderà la propria delegazione all’evento.

Immagine di copertina: EPA/ROMAN PILIPEY

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