L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 8 dicembre 2021

Olimpiadi 2022, la farsa politica degli Stati Uniti - Gli Usa vogliono politicizzare lo sport, creare divisioni e provocare scontri. Già la belante Nuova Zelanda si accoda

ESTERI
Martedì, 7 dicembre 2021

Pechino 2022, Cina: "Boicottaggio Usa? Farsa. Mentalità da guerra fredda"

Olimpiadi Pechino 2022, Nuova Zelanda segue gli Usa sul boicottaggio diplomatico. Il Giappone ci pensa

Xi Jinping - Joe Biden (Lapresse)

Pechino 2022, Cina: "Una farsa politica il boicottaggio diplomatico degli Usa"

Una "farsa politica". La Cina replica così al "cosiddetto 'boicottaggio diplomatico'" degli Stati Uniti in vista dei Giochi olimpici invernali in programma per il prossimo febbraio a Pechino. L'Amministrazione Biden ha confermato nelle scorse ore che non invierà rappresentanti ufficiali. Ci saranno solo gli atleti americani. "La decisione del governo degli Stati Uniti rispecchia la loro mentalità da Guerra fredda - si legge in dichiarazione diffusa nelle ultime ore dalla rappresentanza di Pechino alle Nazioni Unite e attribuita al portavoce della missione - Gli Usa vogliono politicizzare lo sport, creare divisioni e provocare scontri". Si tratta per il gigante asiatico di un "approccio che non troverà sostegni" e che è "destinato al fallimento", che "lascerà" gli Usa "sempre più isolati e che è in contrasto con i tempi". Pechino insiste su Giochi "aperti a tutti gli atleti e gli ospiti" e sul fatto che saranno "un successo" perché questo "non dipende dalla partecipazione di una manciata di funzionari governativi di altri Paesi".

Olimpiadi Pechino 2022, Nuova Zelanda: boicottaggio diplomatico come gli Usa

La Nuova Zelanda come gli Stati Uniti. "Abbiamo già chiarito che non ci saremo a livello ministeriale - ha detto il vice premier Grant Robertson ai microfoni di Tvnz in riferimento ai Giochi olimpici invernali in programma per il prossimo febbraio a Pechino - Lo abbiamo chiarito alla Cina, credo a ottobre, e per noi è una decisione presa". Una scelta quindi precedente a quella annunciata ieri da Washington, scaturita da "vari fattori", per lo più a causa ai timori per la pandemia di coronavirus, ha detto, ribadendo che "abbiamo chiarito in diverse occasioni alla Cina le nostre preoccupazioni sui diritti umani".

Olimpiadi Pechino 2022, Giappone valuta il boicottaggio diplomatico

Seguire gli Stati Uniti e non inviare rappresentanti ufficiali ai Giochi olimpici invernali in programma per il prossimo febbraio a Pechino. Il Giappone ci pensa e deciderà sulla base dei propri "interessi nazionali". Dopo l'annuncio arrivato ieri sera da Washington, il premier Fumio Kishida ha spiegato che "prenderemo le nostre decisioni dal punto di vista dei nostri interessi nazionali", valutando - ha aggiunto, citato dall'agenzia Kyodo - il potenziale impatto sulla diplomazia e sulle Olimpiadi stesse. La decisione, ha sottolineato il ministro degli Esteri Yoshimasa Hayashi, arriverà tenendo conto di "vari fattori" e "il Giappone ritiene sia importante che i valori universali della comunità internazionale" siano "garantiti anche in Cina".

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