L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 9 dicembre 2021

Olimpiadi 2022, la farsa politica degli Stati Uniti - Arrivano i paesi che ampliano la farsa. Australia, Gran Bretagna e Nuova Zelanda

Olimpiadi Pechino, dopo USA anche Gran Bretagna annuncia boicottaggio diplomatico

PECHINO 2022
08 dic 2021 - 14:02

Aumentano i Paesi che non invieranno rappresentanti ufficiali ai Giochi invernali di Pechino 2022, per protestare contro le violazioni dei diritti umani in Cina. Dopo l'annuncio del boicottaggio diplomatico (che non coinvolge gli atleti) da parte degli Usa - con la dura reazione cinese - sono infatti arrivati quelli di Australia e Gran Bretagna

Ai Giochi invernali di Pechino 2022, in programma il prossimo febbraio, non ci saranno rappresentanti ufficiali di Stati Uniti, Australia, Gran Bretagna e Nuova Zelanda. Dopo l'annuncio del boicottaggio diplomatico da parte dell'amministrazione Biden di lunedì, sono arrivati infatti quelli del primo ministro asutraliano Scott Morrison e di quello inglese Boris Johnson, mentre la Nuova Zelanda ha fatto sapere che aveva già comunicato in precedenza la sua scelta al governo di Pechino. Una decisione presa in tutti i casi per protestare contro le violazioni dei diritti umani in Cina. Si tratta di un tipo di boicottaggio che non coinvolge gli atleti, che saranno invece regolarmente a Pechino per gareggiare.

Pechino: "Boicottaggio Usa ideologico, ci saranno conseguenze"

Durissima la reazione cinese all'annuncio di boicottaggio da parte americana. "Per pregiudizi ideologici e sulla base di voci e bugie - ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian - gli Stati Uniti stanno cercando di rovinare i Giochi olimpici invernali di Pechino. Questo dimostra solo le loro cattive intenzioni e intaccherà ulteriormente la loro autorità morale e credibilità". Per il gigante asiatico si tratta di una "mossa sbagliata" da parte di Washington che ha "intaccato le basi e l'atmosfera degli scambi sportivi tra Cina e Usa e la cooperazione sulle Olimpiadi". E, ha detto ancora Zhao, gli Stai Uniti che, "si sono dati la zappa sui piedi", dovrebbero "capire le gravi conseguenze della loro mossa". Pechino ha invece sminuito la decisione dell'Australia di seguire gli Stati Uniti. "A nessuno importa del boicottaggio diplomatico annunciato dall'Australia" ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, accusando Canberra "di portare avanti dei giochi egoistici".

Malagò: "Boicottare? Non strumetalizziamo Giochi"

Il presidente del Coni Giovanni Malagò è intervenuto così sulla possibilità di un boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi di Pechino da parte dell'Italia: "Bach (presidente del Cio) ha detto che non ci deve essere strumentalizzazione sui Giochi Olimpici e noi siamo aderenti a questa impostazione. Penso che c’è un Paese che in questo momento di pandemia sta salvaguardando il nostro mondo sportivo, facendosi carico di tutti gli oneri. Ci sono dei giochi che prescindono dal mondo dello sport che io rappresento".

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