L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 dicembre 2021

parlo anche per i 19 deceduti che conoscevo direttamente o indirettamente a seguito della 3° puntura del vaccino

Austria: gli sciamani e la danza del covid



Si potrebbe dire che poco è cambiato da quando gli sciamani rivendicavano per se stessi la causa della pioggia che veniva a placare la siccità. Le loro formule erano incomprensibili ed esoteriche, ma se per caso cadevano due gocce si pavoneggiavano anche se queste cadevano anche altrove dove nessuno le aveva invocate. E se invece dal cielo non svendeva nulla era colpa di chi coltivava in segreto spiriti maligni La stessa cosa accade per gli ottusi e tronfi governicchi di questa Europa i quali hanno persino il coraggio di vantarsi, magari truccando il mazzo di carte e colpevolizzando i cittadini. Così le autorità austriache rivendicano un dimezzamento dell’incidenza dei contagi grazie alle loro misure draconiane sui pass vaccinali che hanno suscitato indignazione e manifestazioni Ora a parte il fatto che l’incidenza del covid è calcolata in maniera completamente mistificatoria e vi inviterei a leggere questo breve post in cui viene spiegato il meccanismo matematico della mistificazione, il governo austriaco ha poco da vantarsi di aver fatto dell’Austria una repubblica priva di stato di diritto, con restrizioni che ricordano quelle realizzate da un suo antico cittadino il signor Hitler di Braunau e l’imposizione di vaccinazioni obbligatorie per tutte le persone sopra i 14 anni che non ha precedenti in tutto il mondo.

Peccato però che l’incidenza è calata della stessa misura in uno stato confinante, ovvero l’Ungheria, che ha adottato misure molto più blande per la cosiddetta quarta ondata lasciando liberi ristoranti, manifestazioni ed eventi. Ma la stessa cosa si verifica in altri Paesi vicini come la Croazia e la Serbia entrambi con una diversissimo regime covidico, più stretto il primo, più lasso il secondo. Insomma la dinamica del virus sembra essere largamente indipendente dalle misure prese e dalle vaccinazioni che anzi in qualche caso portano a un aumento dei contagi. Tutte situazioni su cui la scienza legata al profitto tace e che non sembrano toccare politici corrotti dal loro cinismo.

In Austria gira la lettera aperta di un cittadino che tenta di spiegare al governatore del Voralberg, la provincia che confina con la Svizzera alcune cose che anche un bambino capirebbe: “Lei si è espresso con veemenza a favore della vaccinazione obbligatoria. Sono un lavoratore autonomo austriaco che in passato ha militato per 22 anni nell’esercito. Mi considero un cittadino e un elettore ÖVP (sì, ho votato per l’ÖVP per 40 anni, ma non lo farò mai più), costretto dai fatti a inviarle questo promemoria

Lo faccio sotto la mia responsabilità. Ma parlo anche per i 19 deceduti che conoscevo direttamente o indirettamente a seguito della 3° puntura del vaccino.
  • Mia madre di 86 anni ha avuto un infarto 1 settimana fa, 8 giorni dopo la 3° dose
  • Il padre di 89 anni di un mio compagno di studi è morto pochi giorni dopo la 3° puntura Il funerale si è svolto oggi
  • Il mio compagno di ping pong, 64 anni, aveva l’herpes zoster sugli occhi pochi giorni dopo la terza dose
  • Il nipote di 35 anni di un mio amico è morto 1,5 settimane dopo la terza dose
  • Il fratello di un altro mio amico mio amico è morto pochi giorni dopo ila terza dose all’età di 58 anni
  • Il cugino di un mio amico di Imst in Trolo Tirolo è morto praticando sport all’età di 38 anni circa due settimane dopo la terza puntura…
L’elenco continua enumerando gli incidenti da vaccino e prosegue: “Ovviamente si dice sempre che tutto questo non ha niente, assolutamente niente a che fare con la vaccinazione. Governatore, non vede la realtà? Si rifiuta di dare uno sguardo critico alla situazione attuale? Dovrebbe rappresentare i cittadini del Vorarlberg e non lavorare contro di noi! . E questo con una mortalità dello 0,03%.”

Il fatto è che proprio l’enormità di tutto questo impedisce a chi lo ha permesso di fare un passo indietro. Possono essere solo cacciati.

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