L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 31 dicembre 2021

Rafforzare ulteriormente il green pass per punire i non vaccinati è solo un segno di impotenza. Con Omicron il virus si è trasformato in una banale influenza. Draghi, lo stregone maledetto/vile affarista naviga a vista

POLITICA
Giovedì, 30 dicembre 2021
Covid, Draghi uomo dei decreti-legge matrioska: Governo e Cts navigano a vista
Un decreto al giorno toglie il virus di torno?L’opinione di Paolo Becchi e Giuseppe Palma

Mario Draghi

Draghi con l'ultimo dl ha introdotto l’obbligo vaccinale indiretto, senza tuttavia che lo Stato se ne assuma la relativa responsabilità con una legge ad hoc

A distanza di appena 6 giorni dall’ultimo decreto-legge, quello emanato in vista delle vacanze natalizie, eccone un altro, l’ennesimo, approvato dal Consiglio dei ministri nella serata del 29 dicembre e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.


Il green pass rafforzato, cioè quello rilasciato a seguito di completamento del ciclo vaccinale primario (due dosi ove previste, ovvero dopo la terza dose), sarà obbligatorio a partire dal 10 gennaio 2022 anche per alberghi, fiere, sagre, feste conseguenti a cerimonie civili e religiose, centri congressi, ristorazione all’aperto, piscine, centri benessere, centri culturali, impianti di risalita, sport di squadra e per l’utilizzo dei mezzi di trasporto a lunga percorrenza oltre che per i mezzi di trasporto pubblico locale e regionale.

Estendere l’obbligo anche alla ristorazione all’aperto lascia basiti, anche perché per quasi due anni ci hanno sempre detto che all’aperto il virus non circola.

Insomma, è stato introdotto l’obbligo vaccinale indiretto, senza tuttavia che lo Stato se ne assuma la relativa responsabilità con l’approvazione di una legge ad hoc. In questo modo, nel caso di eventi avversi o morte da vaccinazione, la Presidenza del Consiglio non potrà fare la chiamata in causa delle case farmaceutiche, né chiedere a queste la manleva.

Piuttosto pagherà lo Stato, ma le multinazionali farmaceutiche – che tanto bene hanno fatto e fanno all’umanità – non si toccano.

Quarantena, le nuove norme

Come che sia, una cosa buona questa volta il governo l’ha fatta e riguarda la nuova disciplina della quarantena per chi entra in contatto stretto con un positivo (sempre che in fase di pubblicazione del decreto, Speranza non ci metta lo zampino). La variante Omicron è una vera e propria patata bollente per l’esecutivo, che si è visto in appena cinque giorni mezza nazione di sani chiusi in casa, per lo più vaccinati, a causa dei cosiddetti contatti stretti. Paese paralizzato, economia bloccata. Ed ecco che la nuova disciplina muta per l’ennesima volta le carte in tavola.

Oggi la persona vaccinata o guarita dalla Covid, se entra in contatto stretto con un soggetto positivo, deve stare 7 giorni a casa in quarantena precauzionale (altrimenti detta fiduciaria). In realtà non sono 7 giorni perché le Asl sono intasate e non vengono a controllarti neppure dopo 10 giorni. Un delirio, altro che “modello Italia”. Per i lavoratori dipendenti nessun problema, per quelli autonomi sono dolori.

Dopo l’entrata in vigore del decreto di ieri sera, la quarantena precauzionale – in caso di contatto stretto con soggetto risultato positivo - non si applicherà più ai vaccinati con due dosi e ai guariti dalla Covid nei 120 giorni (4 mesi) successivi al completamento del ciclo vaccinale o dalla guarigione. Medesimo discorso ovviamente anche per chi ha fatto la terza dose.

Unico obbligo sarà indossare la mascherina ffp2 nei 10 giorni successivi al contatto stretto e sottoporsi a tampone antigienico rapido o molecolare solo se si avvertono i sintomi della malattia. Una misura oggi addirittura controproducente. Il Ministero della Salute ha infatti emanato pochi giorni fa un’ordinanza che ha ridotto la tempistica da 5 a 4 mesi per poter fare la terza dose.

Viste le nuove norme sulla quarantena, chi si trova oggi al quinto o sesto mese dalla seconda dose è corso – gioco forza – a prenotare il booster, con un intasamento che sta creando appuntamenti molto in là col tempo. Ciò determina, per decine di milioni di persone, la mancata copertura per diverse settimane dallo scudo offerto dalla nuova disciplina sulle quarantene. Ma vi è di più i ritardi nella somministrazione della terza dose stanno causando molti morti anche tra i vaccinati.

Governo e comitato tecnico-scientifico navigano a vista e sono costretti ad assumere e modificare decisioni ogni settimana, e questo è un segno di incompetenza. Rafforzare ulteriormente il green pass per punire i non vaccinati è solo un segno di impotenza. Con Omicron il virus si è trasformato in una banale influenza. No, non sarà merito di queste assurde misure se l’”ospite indesiderato” se ne andrà, se ne andrà perché anche le pandemie naturalmente finiscono.

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