L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 9 dicembre 2021

Sindrome da immunodeficienza acquisita da vaccino sperimentale

Ci stiamo ammalando di Vaids



Adesso il male oscuro dei vaccini ha un nome inquietante che evoca altre sindromi sulle quali non esiste ancora la chiarezza che ci si aspetterebbe: si chiama Vaids, sindrome da immunodeficienza acquisita da vaccino. Ed è un bene che ci sia finalmente un nome per il disastro vaccinale perché questo aiuterà nella battaglia per rigettare le menzogne. Uno studio di Lancet che ha confrontato persone vaccinate e non vaccinate in Svezia è stato condotto su 1,6 milioni di individui in nove mesi, dunque su un campione straordinariamente ampio che fornisce indicazioni robuste e consistenti. il risultato è stata la dimostrazione , che la protezione contro il Covid sintomatico è diminuita nel tempo, in modo tale che entro sei mesi alcuni dei gruppi vaccinati più vulnerabili erano a maggior rischio rispetto ai loro coetanei non vaccinati. I medici chiamano questo fenomeno “erosione immunitaria” o “immunodeficienza acquisita” dei ripetutamente vaccinati, che spiegano l’elevata incidenza di miocardite e altre malattie post-vaccino che li colpiscono più rapidamente e più duramente. Come detto più volte in altri post, compreso uno di ieri i preparati a mRna non sono vaccini tradizionali, ma inducono le cellule a riprodurre una porzione del virus SARS-CoV-2, la proteina spike che è una porzione limitatissima del virus per sviluppare contro di essa una reazione immunitaria. Così i vaccinati creano anticorpi solo contro questa porzione limitata Questo ha diversi effetti deleteri tra cui il fatto che anche minime varianti di questa proteina ( e ce ne sono a miglia) fa sì che esse sfuggano ad anticorpi così specializzati.

In secondo luogo, i vaccini creano “tossicodipendenti da vaccino”, il che significa che le persone diventano dipendenti da normali dosi di richiamo, perché sono state “vaccinate” solo contro una piccola parte di un virus mutante. Il ministro della Sanità australiano, il dottor Kerry Chant, ha dichiarato che il COVID sarà con noi per sempre e le persone dovranno “abituarsi” a prendere infiniti vaccini. “Questo sarà un ciclo regolare di vaccinazioni e rivaccinazioni”. Insomma si è creato una sorta di mercato dello spaccio e peggio ancora un perenne ricatto da malattia indotta. In terzo luogo, i vaccini non prevengono l’infezione nel naso e nelle vie aeree superiori e gli individui vaccinati hanno dimostrato di avere cariche virali molto più elevate in queste regioni. Questo porta i vaccinati a diventare “super-diffusori” poiché trasportano cariche virali estremamente elevate. Inoltre, i vaccinati si ammalano più clinicamente dei non vaccinati. La Scozia ha riferito che il tasso di mortalità per infezione nei vaccinati è 3,3 volte rispetto ai non vaccinati e il rischio di morte se ricoverati in ospedale è 2,15 volte rispetto ai non vaccinati.

Nel frattempo, i ricercatori del New England Journal of Medicine hanno scoperto che la risposta autoimmune alla proteina spike del coronavirus può durare indefinitamente: “Gli anticorpi Ab2 che si legano al recettore originale sulle cellule normali hanno quindi il potenziale per mediare effetti profondi sulla cellula che potrebbero provocare cambiamenti patologici. , in particolare a lungo termine, molto tempo dopo che l’antigene originale stesso è scomparso”. Questi anticorpi prodotti contro la proteina spike del coronavirus potrebbero essere responsabili dell’attuale ondata senza precedenti di miocardite e malattie neurologiche, e ancora più problemi in futuro. L’ ex vicepresidente di Pfizer Michael Yeadon, Chief Science Officer di America’s Frontline Doctors ( AFLDS ), ha detto: “Ciò è senza precedenti e non sappiamo cosa stia succedendo. I dati empirici sono molto preoccupanti. nella maggior parte dei paesi oggi, sono state vaccinate alte frazioni della popolazione. Se lo studio svedese è una guida, dovremmo aspettarci di vedere questa erosione immunitaria esplodere. L’aspetto più preoccupante di quello studio è che i più bisognosi di protezione sono quelli in cui l’erosione immunitaria è più marcata: gli anziani, i maschi e quelli con altre patologie. Alcuni hanno utilizzato i risultati di questo studio per supportare l’uso diffuso dei cosiddetti colpi ‘booster’. Va detto: nessuno ha dati di sicurezza su un tale piano. Se l’erosione immunitaria si verifica dopo due dosi e solo pochi mesi, come possiamo escludere la possibilità che gli effetti di un “richiamo” non testato non si erodano più rapidamente e in misura maggiore? E quale sarebbe allora la risposta? Una quarta iniezione. Follia assoluta”

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