L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 20 gennaio 2022

Ad Arezzo la piscina rimane aperta

Arezzo, il sindaco ordina la chiusura della piscina che non chiede il Green Pass ma il gestore la tiene
aperta
di Gianmarco Lotti


Era già stato multato più volte per inadempienze Covid, "ma ora si va nel penale e l'impianto rischia il sequestro"
19 GENNAIO 2022 

Non ha mai chiesto il Green Pass, è stata multata più volte, è diventata oggetto di critiche e di un parere negativo dell'Asl, infine è stata chiusa da un'ordinanza del sindaco, ma ha comunque deciso di rimanere aperta, sempre senza controllo del certificato verde. Adesso la piscina comunale di Arezzo rischia grosso. Dopo una serie di vicissitudini, il sindaco aretino Alessandro Ghinelli ha deciso in data 18 gennaio di emanare un'ordinanza di chiusura, arrivata dopo il parere decisivo dell'Asl Sud Est. Nemmeno ventiquattro ore dopo, la piscina di via Gramsci - gestita da Centro Sport Chimera di cui è presidente Valter Magara - era regolarmente aperta al pubblico. "Ora si va nel penale e partirà la denuncia. Poi passerà tutto alla Procura della Repubblica. Potrebbe decidere per un sequestro. In futuro potremmo optare per la revoca della concessione" sono le parole chiare di Federico Scapecchi, assessore allo sport a Arezzo.

Per capire la vicenda della piscina bisogna fare un passo indietro. Ad agosto le prime segnalazioni al Comune: la struttura di via Gramsci non controlla il Green Pass. "La motivazione non è economica, è più ideologica, il gestore è contrario allo strumento del certificato verde" è il commento sempre di Scapecchi. Fioccano le prime multe. Se ne interessa la Prefettura ma slitta tutto per un vizio di forma nella notifica di una sanzione. La palla poi passa all'Asl Sud Est, che verifica come, in assenza di controllo del Green Pass, si verifichi un "aumento nel rischio di contagio". Il 18 gennaio, circa una settimana dopo l'ultima multa, il sindaco Ghinelli sottoscrive l’ordinanza di chiusura della piscina di via Gramsci fino a quando "il gestore non provvederà a ripristinare le condizioni di regolarità e legalità necessarie a consentirne un uso sicuro". Ovvero fintanto che Centro Sport Chimera non inizierà a chiedere il Green Pass. "Non è più tollerabile, in questo momento particolarmente critico per la diffusione del virus e per tutte le conseguenze che questo comporta pensare di mettere ulteriormente a rischio la salute di tutti" afferma Ghinelli al momento dell'ordinanza.

Sembra tutto finito ma le porte dell'impianto di via Gramsci rimangono aperte, il gestore si oppone all'ordinanza. Ghinelli prende di nuovo la parola: "Adesso si va nel penale. Una volta investita la magistratura, credo che la prospettiva a cui l’impianto andrà incontro sia quella di una chiusura, a seguito di sequestro, ben più prolungata. Se una regola c'è va rispettata senza se e senza ma".

In questo periodo molti aretini abbonati hanno deciso o di non andare più in piscina o di smettere una volta concluso l'abbonamento, per paura di contagiarsi. Con la denuncia entra in gioco la Procura della Repubblica e l'attività della piscina, l'unica comunale a Arezzo, potrebbe non essere garantita in caso di sequestro. C'è molto scoramento da parte dell'assessore Scapecchi: "Il Comune ha fatto quello che poteva fare. Non potevamo chiudere un occhio su questo. Abbiamo chiesto anche che fosse la società che usa la piscina (la Chimera Nuoto) e non il gestore a chiedere i Green Pass, la strada è ancora in piedi, ma con un potenziale sequestro allora tutto svanirebbe. È sotto gli occhi di tutti l'ottusità di questa gestione. Bastava scaricare una app o dotarsi di una macchinetta come hanno fatto tantissime società sportive in Italia, ma è andata diversamente".

Il futuro della piscina è da scrivere, continua Scapecchi: "Come Comune potremmo procedere con la revoca della gestione a Magara, che è lì dal 2002. Quelli che abbiamo fatto finora sono tutti atti dovuti. Sono contento che possa intervenire la Procura, ma al contempo sono dispiaciuto perché voglio tutti gli impianti aperti per gli aretini, per quegli sportivi o quei bambini che non potranno usare l'impianto".

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