L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 gennaio 2022

Eurasia non può permettere una rivoluzione colorata al suo interno

La Russia accusa "forze esterne" per i disordini in Kazakistan

Le truppe di Mosca entrano nel Paese sconvolto da rivolte popolari per l'aumento del prezzo del Gpl: 13 poliziotti morti, altri 95 feriti, 200 arresti. I rivoltosi armati circondano due ospedali. La banca centrale sospende le operazioni. Internet bloccato in tutto il Paese
aggiornato alle 12:3706 gennaio 2022

© Alexander BOGDANOV / AFP
- Un'auto data alle fiamme nel centro di Almaty, in Kazakistan

AGI - Mosca accusa 'forze esterne' per i disordini che hanno sconvolto il Kazakistan. Il governo di Nu'Sultan ha annunciato di aver reintrodotto per 180 giorni un tetto ai prezzi di benzina, gasolio e gas di petrolio liquefatto. Il brusco rincaro del prezzo del Gpl ha fatto scoppiare violente rivolte nell'ex repubblica sovietica.

Sono oltre mille persone sono rimaste ferite nei disordini quando si è entrato nel terzo giorno di proteste. I numeri sono stati comunicati dal ministero della Salute. Nel dettaglio, 400 feriti sono stati ricoverati in ospedale, 62 dei quali in terapia intensiva. La televisione statale ha invece riportato la notizia dell'uccisione di 13 membri delle forze dell'ordine, due dei quali sarebbero stati decapitati, e del ferimento di altri 353.

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19:07
Tutti gli edifici pubblici di Almaty sono tornati "sotto controllo"

Sono tornati tutti sotto il controllo delle forze di sicurezza gli edifici pubblici ad Almaty, la capitale finanziaria del Kazakistan, da due giorni teatro delle proteste che hanno attraversato il Paese. Lo ha reso noto la televisione di Stato, Khabar, citando il ministero dell'INterno. le autorità hanno fatto sapere che "proseguono gli sforzi delle forze dell'ordine per riuomovere tutti i terroristi", ma nel frattempo "la sala comunale, la residenza presidenziale, la piazza della Repubblica sonno stati tutti liberati" dagli occupanti.

18:54
Erdogan chiama Tokayev, vicinanza e sostegno

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il presidente kazako Kassym Jomart Tokayev per ribadire la vicinanza e il sostegno della Turchia al Paese centroasiatico, dove dal 2 gennaio sono in corso dure proteste contro il governo. In base a quanto reso noto dalla presidenza turca, Erdogan ha ribadito che segue con attenzione gli sviluppi nel Paese, ed espresso l'augurio che il Kazakistan possa tornare alla calma e raggiungere la stabilità per la formazione di un nuovo governo. Erdogan ha parlato a nome della Turchia, ma anche in veste di presidente di turno del Consiglio per la cooperazione dei Paesi turcofoni, di cui fanno parte anche Azerbaigian, Kirghizistan e Uzbekistan, mentre Turkmenistan e Ungheria sono Paesi osservatori. Tokayev ha chiesto l'intervento degli eserciti dei Paesi ex sovietici dell'Asia Centrale, tra cui Uzbekistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Turkmenistan.

18:49
L'Onu invita tutte le parti a "evitare violenze"

L'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha invitato tutte le parti in Kazakistan ad "astenersi da ogni violenza" e ha chiesto una "risoluzione pacifica" della crisi. "Le persone hanno il diritto di manifestare pacificamente e di esprimersi liberamente. Inoltre, i manifestanti, indipendentemente dalla loro rabbia o dal malcontento, non devono ricorrere alla violenza". Nella nota diffusa a Ginevra, Bachelet ha anche chiesto che coloro che sono stati "detenuti esclusivamente per aver esercitato il loro diritto di manifestare pacificamente" siano rilasciati.

18:43
La polizia sgombera la piazza principale di Almaty

Le forze di sicurezza kazake hanno sgomberato la piazza principale di Almaty, ovvero piazza della Repubblica, cacciando via i manifestanti presenti. Lo riportano diverse agenzie di stampa russe. Questa piazza, precisano le agenzie Tass e Ria Novosti, è stata uno dei principali luoghi della contestazione, in corso da circa 48 ore ad Almaty e nata a causa dell'aumento dei prezzi del gas. Le autorità kazake, aggiungono le due agenzie, hanno ripreso il controllo del palazzo comunale e della residenza presidenziale, dati alle fiamme dai rivoltosi.

17:04
Quasi 2.300 persone arrestate

Sono finora 2.298 le persone arrestate durante i disordini in Kazakistan. Lo riferisce la Ria Novosti.

16:14
Sale a 18 il numero dei poliziotti uccisi

È salito a 18 il numero dei poliziotti uccisi durante i disordini in Kazakistan. Lo riferisce la Ria Novosti. Il precedente bilancio era di 13 morti.

16:06
La polizia spara in piazza ad Almaty, feriti

Ci sono persone ferite nella sparatoria avvenuta a Piazza della Repubblica ad Almaty,. Lo hanno riferito testimoni oculari, all'agenzia Tass. Le fonti dicono di aver visto la polizia sparare sugli "istigatori" e gente ferita a terra.

14:06
Un giallo la chiusura delle frontiere agli stranieri

Il ministero degli Esteri del Kazakistan ha smentito di aver vietato l'ingresso nel Paese ai cittadini stranieri. Lo riferisce la Ria Novosti, che aveva dato la notizia citando l'ambasciata kazaka in Uzbekistan.

12:28
Inchiesta su 6 aziende di Gpl per rialzi "infondati"

Le autorità kazake hanno aperto un'inchiesta su sei aziende fornitrici di Gpl sospettate di "aver alzato i prezzi in modo infondato". Lo ha riferito la televisione pubblica kazaka.

12:19
Situazione tranquilla a Baikonur, sede cosmodromo

La situazione è "sotto controllo" a Baikonur, la citta' kazaka sede del cosmodromo della Roscosmos, l'agenzia spaziale russa. Lo ha dichiarato su Telegram il presidente di Roscosmos, Dmitry Rogozin. Secondo l'agenzia Interfax, è stato disposto il ritorno in sede di tutto il personale del cosmodromo

12:07
Mosca, la destabilizzazione è ispirata dall'esterno

La Russia "ritiene gli ultimi sviluppi in Afghanistan un tentativo, ispirato dall'esterno, di minare con la violenza la sicurezza e l'integrità del Paese". È la posizione del ministero degli Esteri di Mosca. La Russia, aggiunge il ministero, "continuerà le consultazioni con il Kazakistan e con gli altri Paesi dell'Organizzazione del trattato per la sicurezza collettiva (che include inoltre Bielorussia, Armenia, Kirghizistan e Tagikistan, nda) per ulteriori iniziative da elaborare, se necessario, per facilitare le operazioni antiterrorismo in Kazakistan".

11:40
L'appello di Tokayev a Mosca: siamo attaccati dai terroristi

Il presidente del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev ha chiesto a Mosca di intervenire per aiutare il Paese a reprimere le proteste, organizzate secondo lui da "gruppi terroristi". "Ho fatto appello ai capi degli stati del CSTO (l'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva) per aiutare il Kazakistan a sconfiggere questa minaccia terroristica", ha detto in un intervento alla televisione di stato. Secondo Tokayev, i gruppi di terroristi che organizzano le proteste sono state "ampiamente addestrate all'estero".

11:38
Casa Bianca, folle pensare che ci siano gli Usa dietro le proteste

Le accuse secondo cui gli Stati Uniti sono dietro i disordini in corso in Kazakistan sono false. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. "Ci sono folli affermazioni russe secondo cui siamo dietro a tutto questo. Vorrei cogliere l'occasione per dire che non è vero. Questa è chiaramente una delle tecniche di disinformazione utilizzate dalla Russia", ha detto Psaki in un briefing a Washington.

11:35
Tre stazioni di polizia date alle fiamme a Taraz

Tre stazioni di polizia e 50 automobili delle forze dell'ordine sono state date alla fiamme a Taraz, sesta città del Kazakistan. Lo riferisce Ria Novosti. Nella città di Aktau, aggiunge l'agenzia stampa russa, la situazione sta tornando alla normalità e i dimostranti hanno iniziato a lasciare la piazza.

11:21
Mosca accusa: gruppi armati stranieri tra i dimostranti

Gruppi armati stranieri sono coinvolti nei violenti scontri con le forze dell'ordine in corso in Kazakistan. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Esteri del Consiglio Federale, la Camera Alta russa Konstantin Kosachev. "Secondo le ultime informazioni, i dimostranti in Kazakistan includono miliziani di gruppi armati che operano nel vicino e Medio Oriente, principalmente in Afghanistan", ha detto Kosachev

11:16
I rivoltosi hanno attaccato le sedi di 5 televisioni ad Almaty

Rivoltosi, definiti come "saccheggiatori" dalla televisione pubblica kazaka, hanno preso d'assalto le sedi di cinque stazioni televisive ad Almaty. Un dipendente di una delle emittenti è rimasto ferito.

10:54
La polizia accusa: i manifestanti hanno decapitato due agenti

Due dei 13 poliziotti uccisi durante i disordini in Kazakistan sono stati decapitati dai manifestanti. Lo riferisce a Ria Novosti il comando centrale di polizia di Almaty. "Questo prova la natura terrorista ed estremista delle organizzazioni criminali", sottolinea il comando.

10:37
Tokayev ordina misure di protezione per gli interessi stranieri

Il presidente kazako, Kassym-Jomart Tokayev, ha ordinato misure a protezione delle missioni diplomatiche e delle aziende straniere. Lo riferisce il suo servizio stampa. Tra le misure "urgenti" messe in campo c'è anche la messa in sicurezza delle strutture di proprietà straniera o legate a investimenti stranieri.

10:36
Chiusi gli aeroporti di Almaty, Aktau e Aktobe

Gli aeroporti delle città kazake di Almaty, Aktay e Aktobe sono chiusi in seguito alle violente proteste per il caro carburante che stanno attraversando il Paese. L'aeroporto di Almaty, fa sapere un funzionario, è stato devastato dai dimostranti che lo avevano occupato. Le aree del terminale e del duty free sono state distrutte e saccheggiate. Le forze di sicurezza hanno ripreso alcune ore fa il controllo dello scalo. Le autorità aeroportali hanno inoltre comunicato la sospensione di tutti i voli da Mosca verso Almaty e Nur-Sultan.

09:19
La Cina auspica una "rapida stabilizzazione"

Il ministero degli Esteri cinese ha espresso l'auspicio di una "rapida stabilizzazione" della situazione in Kazakistan. "Speriamo che la situazione si stabilizzi e l'ordine sociale venga ripristinato", ha detto il portavoce del ministero, Wang Wenbin, ai cronisti, secondo quanto riporta l'agenzia Tass.

08:37
Arrivate le prime truppe russe, al via le operazioni

Sono giunte in Kazakistan le prime truppe russe inviate per "stabilizzare" il Paese in seguito alle rivolte. Lo riferisce l'Organizzazione del trattato per la sicurezza collettiva (Csto), composta da sei ex repubbliche sovietiche guidate da Mosca. I militari russi stanno venendo trasportari in Kazakistan per via aerea e il contingente gia' atterrato ha avviato le operazioni. La Csto riferisce che il suo compito principale sarà la protezione degli edifici governativi. All'operazione, spiega la nota, stanno partecipando effettivi di tutti i Paesi appartenenti all'alleanza che - oltre a Russia e Kazakistan - include Armenia, Bielorussia, Kirghizistan e Tagikistan.

07:50
"Danni enormi" ad Almaty durante disordini

I disordini esplosi ad Almaty hanno causato "danni enormi" nella maggiore città kazaka. Lo riferiscono le autorità del Paese, che hanno annunciato l'avvio stamane di una "operazione antiterrorismo contro i saccheggiatori e i rivoltosi condotta in modo congiunto da forze di sicurezza ed esercito"

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