L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 10 gennaio 2022

Fuori tempo massimo - Draghi, lo stregone maledetto/vile affarista/coniglio mannaro, qualsiasi cosa che dirà oggi e solo vuota retorica, imporre vaccini che non vaccinano è il capolavoro di un uomo da niente. Per i non inoculati obbligo pagare la tangente-tampone oltre al barbiere/parrucchiere, per pagare le bollette di luce e gas e per gestire i risparmi. Una schifezza come chi l'ha proposta

Draghi pressato rompe il silenzio. Presenta e difende il "suo" decreto cinque giorni dopo

9 Gennaio 2022 - 06:00
Domani la conferenza stampa del premier sull'obbligo per i 50enni. Green pass esteso anche all'università, agli avvocati e ai parenti dei carcerati.


Il presidente del Consiglio Mario Draghi rompe il silenzio. Con cinque giorni di ritardo, il capo dell'esecutivo, lunedì 10 gennaio 2022, illustrerà in una conferenza stampa a Palazzo Chigi il decreto, approvo dal Consiglio dei ministri il 5 gennaio scorso, che introduce l'obbligo di vaccinazione per gli over 50 e il super green pass per i lavoratori.

Il premier cede alle pressioni di chi in questi giorni ha contestato la decisione di non mettere la faccia su un provvedimento che avrà un impatto fortissimo sulla lotta al Covid. Draghi aveva preferito il silenzio, anche per dribblare eventuali domande da parte dei giornalisti sulla partita (che lo vede coinvolto) del futuro presidente della Repubblica.

L'ex numero uno della Bce non ha fatto mistero, nella conferenza di fine anno, di puntare alla poltrona di capo dello Stato. Provocando anche malumori tra i partiti che sostengono il suo governo. Ma rimanere in silenzio, dopo l'introduzione dell'obbligo vaccinale (anche se solo per gli over 50), sarebbe stato imbarazzante. Draghi ha preferito posticipare la conferenza in coincidenza con la riapertura di scuole e attività, dopo la pausa per le festività natalizie. Il premier si troverà a dover rispondere alle domande anche sui due nuovi fronti aperti nel governo e con le Regioni, ovvero la situazione nelle scuole e il caro bollette, con la richiesta pressante di alcune forze di maggioranza di mettere in campo un nuovo scostamento di bilancio per liberare risorse necessarie non solo per i ristori a sostegno delle attività più colpite dalla pandemia, comparto del turismo in primis, ma soprattutto per fronteggiare il rincaro delle bollette, che determinerà, secondo le stime della Cgia, un aumento dei costi dell'energia elettrica di 36 mld di euro in più.

L'inquilino di Palazzo Chigi ha atteso la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul decreto, prima di parlare alla nazione. Firma arrivata ieri con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto che introduce l'obbligo vaccinale per gli over 50. Il testo pubblicato allarga la platea dei soggetti sottoposti all'obbligo: una novità importante è l'estensione dell'obbligo di esibire il green pass anche per gli avvocati. Sono invece esclusi i testimoni e le parti del processo. Come si legge nell'articolo 3 «l'obbligo di esibire la certificazione verde è esteso anche ai difensori, ai consulenti, ai periti e agli altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia». Il provvedimento chiarisce anche un altro punto: «l'assenza del difensore conseguente al mancato possesso o alla mancata esibizione della certificazione verde non costituisce impossibilità di comparire per legittimo impedimento».

L'obbligo di green pass viene introdotto anche per effettuare «colloqui visivi in presenza con i detenuti e gli internati, all'interno degli istituti penitenziari per adulti e minori». Resta confermato l'impianto del decreto approvato in Cdm mercoledì dopo una lunga trattativa tra le forze politiche: obbligo vaccinale, dall'8 gennaio al 15 giugno, per tutti gli over 50 residenti in Italia. Per i lavoratori pubblici e privati, con 50 anni di età, sarà necessario il green pass rafforzato per l'accesso ai luoghi di lavoro a far data dal 15 febbraio. Senza limiti di età, l'obbligo vaccinale è esteso al personale universitario così equiparato a quello scolastico. Servirà invece il green pass base per accedere a parrucchieri, centri estetici e uffici pubblici (Inps, Inail).

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