L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 25 gennaio 2022

Governo choc: deposita atto al Senato, prevista proroga emergenza fino a dicembre 2022
di Antonio Amorosi
20 gennaio 2022

Il mondo va verso l’uscita dalla pandemia. Ma il governo Draghi prevede lo stato d’emergenza fino a dicembre 2022. Una scelta ad oggi senza alcun fondamento

In Italia si governa a colpi di emergenza. Dove è finita la democrazia? E’ regime?

L’emergenza piace tanto al governo di Mario Draghi al punto che la compagine governativa è capace di atti di preveggenza, oltremodo in contrasto con le tendenze di tutti gli altri governi del mondo che stanno pianificando, dopo l’avanzata della variante Omicron (più infettiva ma meno pericolosa), l’uscita dalla pandemia.

E’ stato depositato tra gli atti del Senato, ed emerge con un documento datato 16 gennaio 2022, un testo che prevede di prorogare lo stato di emergenza in Italia fino a dicembre 2022. E’ il Disegno di legge 2448-quinquies presentato dal ministro dell'Economia e delle Finanze Daniele Franco, altro banchiere nel governo e fedelissimo di Mario Draghi.

Così recita il Disegno di Legge depositato al Senato. “Art 1. 1 All'articolo 6, comma 6, del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2020, n. 70, le parole: «e comunque entro il 31 dicembre 2021» sono sostituite dalle seguenti: «e comunque entro il 31 dicembre 2022»”.

L’iniziativa del governo, disegno, “presentato dal Ministro dell'Economia e delle Finanze (Franco), comunicato alla presidenza l’11 novembre 2021” è stato annunciato “nella seduta n. 379 del 16 novembre 2021” ed è stata classificata nel capitolo “Proroga di termini, malattie infettive e diffusive, informazione, apparecchi telefonici”. Una classificazione provvisoria.

Il Disegno di legge 2448-quinquies di cui parliamo mostra il “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024” e per questo giustificherebbe tra le proprie pieghe l’estensione dell’emergenza in Italia, a discapito di quanto si aspettano gli italiani che anche in queste ore leggono della graduale tendenza di tutti gli altri Paesi del mondo a tornare alla normalità.

Più che il virus il problema in Italia sembra la sua gestione che si àncora a uno stato di emergenza permanente come forma di governo ordinario.

Un decreto legislativo del 2008, il numero 1, disciplinava come si attuasse lo stato di emergenza, all’articolo 23, comma 3, recitando: “la durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale non può superare i 12 mesi, ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi”. Ma come abbiamo visto è stato aggirato.

Quali sono i criteri con i quali il governo proroga lo stato di emergenza nel nostro Paese? Con i numeri delle occupazioni delle terapie intensive? Con l’occupazione dei posti letti in ospedale? Con il numero dei morti da Covid? Con i numeri dei contagi? Il governo Draghi non lo ha mai chiarito.

Vedendo la situazione, con lo svuotamento dei poteri del Parlamento, l’inerzia delle forze sociali, ci si chiede che fine abbia fatto la democrazia in Italia.


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