L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 gennaio 2022

I giornali sanciscono le sanzioni, il governo si guarda bene dal pronunciarsi in attesa delle inevitabili risposte sulla rete in quanto televisioni e giornali appecorati non fanno testo. Mattarella Mattarella, Garante, ma dove cazzo sei?

Ecco le sanzioni decise dal governo per i no vax

Ecco le sanzioni decise dal governo per i no vax



Tutti i dettagli (e le sanzioni previste) sul decreto anti Covid approvato dal governo

Dopo tre ore di discussione il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità le nuove misure per fronteggiare la quarta ondata di Covid.

Il nuovo decreto prevede:

L’obbligo di vaccinazione per tutti coloro che hanno compiuto 50 anni: per accedere al luogo di lavoro dal 15 febbraio sarà necessario il super green pass che si ottiene con il vaccino o con la guarigione. Chi non lo ha perde la retribuzione.

La sanzione per gli over 50 che non si vaccineranno sarà di 100 euro, per gli over 50 che si presentano al lavoro senza super green pass sarà da 600 euro a 1.500 euro.

Senza limiti d’età, l’obbligo vaccinale è esteso anche al personale universitario.

Dal 20 gennaio l’obbligo di green pass base viene esteso a lavoratori e clienti dei servizi alla persona (parrucchieri, estetisti), dei pubblici uffici, dei servizi postali, bancari e finanziari, delle attività commerciali, salvo alimentari e farmacie.

Ecco le sanzioni previste, secondo le convergenti ricostruzioni dei principali quotidiani (anche se nel comunicato stampa della presidenza del Consiglio non sono indicate):

Chi ha più di 50 anni e si rifiuta di fare il vaccino rischia 100 euro di multa. I lavoratori che non hanno il green pass base e quelli con più di 50 anni che non rispettano il nuovo obbligo hanno cinque giorni di assenza giustificata, dopo i quali scatta la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio. I lavoratori che vengono sorpresi al lavoro senza green pass rischiano una multa da 600 a 1.500 euro. La stessa sanzione scatta ora anche per i lavoratori con più di 50 anni.

Chi deve controllare i dipendenti e non ottempera a questa funzione rischia una multa da 400 a 1.000 euro. Stessa sanzione anche per i clienti di esercizi commerciali, bar e ristoranti, ma anche di luoghi dello spettacolo, sorpresi senza green pass. Per i locali pubblici che non controllano la certificazione rafforzata dopo tre sanzioni può scattare anche la chiusura fino a dieci giorni.

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