L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 10 gennaio 2022

I vaccini che non vaccinano continuano a falcidiare gli atleti

Il tennis e l’Australia fascista



Tutti conoscono il pasticcio di Novak Djokovic, il tennista più forte del mondo che doveva partecipare agli Open di Australia, anche se non vaccinato, ma che è incappato nella totale follia di un Paese che sta creando campi di concentramento per chi non accetta le punture di preparati genetici per salvarsi dal raffreddore. In un primo momento gli era stato rilasciato un visto e gli era stata promessa un’esenzione dalle puntuto, ma il clima isterico e paranoico che ormai domina il Paese ha indotto le autorità a ritirare il permesso non appena atterrato e sbattere il tennista in un lager per non vaccinati. Adesso Djokovic per cercare di trovare una scappatoia , dice di essere stato contagiato dal covid in dicembre cosa che i vari vaxi driver contestano dal momento che non sta male: ai poverini nessuno ha detto che nel 90 per cento dei casi il covid è asintomatico o quasi. Ma tutto questo clamore nasconde un altra vicenda, quella del tennista georgiano Nikoloz Basilashvili , 22° al mondo vaccinatissimo costretto ad abbandonare il torneo a causa di difficoltà respiratorie insorte durante la sua partita contro il greco Stefanos Tsitsipas. Soccorso sul campo è stato poi portato in ospedale dove si è ripreso dicendo di essersi sentito soffocare ad ogni respiro: ma dove non hanno saputo dire che cosa sia successo a un giovane completamente privo di qualsiasi patologia né cardiaca né di altro tipo.

Ovviamente nessuno ha azzardato una qualche ipotesi di correlazione del malore con lo stato vaccinale sebbene sia l’ennesimo atleta pluri punturato che cade sul campo quest’anno di vaccinazioni a tappeto con un aumento di questi incidenti pari al 600 per cento. E a molti di questi è andata molto peggio perché sono morti. Ma di certo non ci si può aspettare atteggiamenti che dimostrino l’esistenza di un ben dell’intelletto nell’Australia primitiva e fascista anche se i dati locali dimostrano ampiamente che i vaccini non proteggono dai contagi e nemmeno dai decorsi gravi. Nello stato dell’Australia meridionale, abitato da circa, 1,7 milioni di abitanti, l’86 per cento delle ospedalizzazioni riguarda persone vaccinate con più dosi e solo il 14 per cento senza alcuna vaccinazione o con una sola dose. Poiché il 77, 1% della popolazione è vaccinata è facile vedere come i preparati ad mRna non favoriscono affatto i decorsi più leggeri, di qualunque cosa si tratta, ossia di uno qualunque tra le decine di virus influenzali e parainfluenzali che vengono rilevati dai tamponi e tout court chiamati covid. Come se questo non bastasse al 7 gennaio 2021, più di 100 strutture di assistenza geriatrica nell’Australia meridionale hanno segnalato casi positivi di COVID-19, con oltre 300 dipendenti positivi e 260 residenti positivi in ​​tutte le strutture. In questi luoghi, il tasso di vaccinazione è probabilmente intorno al 100%. E’ sorprendente scoprire come la patina di democrazia di questo piccolo continente prima ai margini dell’impero anglosassone, poi divenuto cuore di un selvaggio sfruttamento minerario, si sia così facilmente scrostata: terra d’elezione dei penitenziari, non smentisce le sue origini e si trova con governanti che si rivelano dei secondini.

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