L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 26 gennaio 2022

I vaccini che non vaccinano indeboliscono il sistema immunitario che controlla e ferma eventuale formazione delle cellule tumorali

Allarme dall’esercito Usa: dopo i vaccini dilagano i tumori



Gli enormi effetti collaterali e le conseguenze a lungo termine delle campagne di vaccinazione con farmaci genici vengono negati dai politici e dall’industria farmaceutica, ma stanno diventando sempre più evidenti. Se i, database ufficiali come quelli di Ema in Europa e del Vaers in Usa possono essere controllati minacciando i medici che osano fare le segnalazioni e promettendo vantaggi a chi si sottrae al proprio dovere, in altri casi non si può proprio arginare la realtà. Così da un’audizione del senatore del senatore Ron Johnson riportata da Daniel Horowitz escono fuori i terribili dati che provengono dalle forze armate statunitensi: “Posso dire che il numero di diagnosi di cancro nel sistema DMED militare è aumentato da una media di 38.700 all’anno nel periodo 2016-2020 a 114.645 nei primi 11 mesi del 2021. E questo in una popolazione prevalentemente giovane sottoposta a un’attenta sorveglianza sanitaria“. Se tutto questo dovesse trovare una conferma ufficiale sarebbe davvero una bomba atomica sui vaccini e sui loro produttori e proprio questo fatto impedisce che queste notizie circolino nell’informazione. Ma in effetti che l’indebolimento del sistema immunitario a seguito dei vaccini potesse anche portare a una maggiore incidenza di tumori era stato paventato più volte in questi mesi e ora cominciano ad apparire alcune ricerche che studiano il meccanismo attraverso cui questo può avvenire. L’ultima in ordine di tempo è firmata da Stephanie Seneff, Greg Nigh, Anthony Kyriakopoulos e Peter McCullough pubblicato su Researchgate dal titolo ” Innate Immune Suppression by SARS-CoV-2 mRNA Vaccinations: The role di quadruplex G- , esosomi e microRNA.

Gli autori così sintetizzano il risultato delle loro ricerche:

“Studi sperimentali e osservazioni mostrano che la risposta immunitaria ai vaccini è molto diversa dalla risposta all’infezione da SARS-CoV-2. Come mostreremo, è probabile che i cambiamenti genetici introdotti dal vaccino siano alla base di queste diverse risposte. In questo articolo, presentiamo le prove che la vaccinazione, contrariamente all’infezione naturale, produce una profonda compromissione della segnalazione dell’interferone di tipo I che ha varie conseguenze negative per la salute umana. Spieghiamo il meccanismo mediante il quale le cellule immunitarie rilasciano nel flusso sanguigno grandi quantità di esosomi contenenti proteine ​​​​spike insieme a microRNA critici che innescano una risposta di segnalazione nelle cellule riceventi in siti distanti.

Identifichiamo anche interruzioni potenzialmente pervasive nel controllo normativo della sintesi proteica e nella sorveglianza del cancro. Questi disturbi possono essere direttamente correlati a malattie neurodegenerative, miocardite, trombocitopenia immunitaria, paralisi di Bell, malattie del fegato, ridotta immunità adattativa, aumento della tumorogenesi e danno al DNA. Presentiamo prove da segnalazioni di eventi avversi nel database VAERS a sostegno della nostra ipotesi.

Riteniamo che una valutazione completa del rapporto rischio-beneficio dei vaccini mRNA escluda il loro contributo positivo alla salute pubblica, anche nel contesto della pandemia di Covid-19”.


Ho esplicitamente inserito questo passo per dare un input a chi volesse approfondire il discorso e per sottolineare che qui non si tratta di voci o di complotti o di negazioni o di allarmismi, come piacerebbe agli abominevoli individui che campano per ingannare le persone, ma di ricerche e di vera scienza non quella dei buffoni che recitano la lugubre commedia pandemica. Ad ogni modo alla luce di queste osservazioni, si evidenzia che le assurde “misure” intraprese in apparenza per fermare i contagi e soprattutto l’obbligo de facto alla vaccinazione, preso contro ogni evidenza, possono configurare il reato di lesioni personali dolose o quantomeno colpose E lo stesso reato potrebbe essere addebitato a quegli ordini professionali o burocrazie sanitarie che vietano ai medici , il tentativo dei presidenti degli ordini dei medici di vietare ai camici bianchi di fornire informazioni sugli effetti collaterali e le possibili conseguenze a lungo termine. Ormai è chiarissimo che nonostante il disperato tentativo di non far emergere la realtà il danno portato dai vaccini supera di gran lunga i discutibili per non dire inesistenti benefici.

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