L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 28 gennaio 2022

Il mondo in movimento vuole far sentire la sua voce

La “marcia su Ottawa” di 100.000 camionisti; vogliono liberare il Canada dal Grand Reset

Dal sito militante cristiano canadese “Cruciforme Net”:

“È l’evento del decennio che i media mainstream – ovviamente -. si sforzano di minimizzare. Justin Trudeau ha ottenuto ciò che nessuno prima era riuscito a fare: unire i camionisti canadesi in un grande movimento nazionale. E anche oltre : i loro colleghi transfrontalieri (statunitensi) si uniscono al Freedom Convoy, il “Convoi de la Liberté”. Il loro motto: “Riprendetevi le libertà a cui non avreste mai dovuto rinunciare”. I camionisti si scontrano con il potere centrale di Ottawa, capitale del Canada, che impone loro restrizioni deliranti, .Più di 100.000 di loro (il numero delle iscrizioni sarebbe in crescita esponenziale ) si sarebbero auto-mobilitati per entrare nella capitale e bloccarla da sabato 29 gennaio, a tempo indeterminato.

Chi organizza il convoglio

I media hanno fatto una scelta: demonizzare i camionisti come No-Vax. Non sarebbe difficile però conoscere le legittime motivazioni di chi sta dietro a questa mostruosa manifestazione. Basta ascoltare Tamara Lich, la nativa americana della tribù “mate” (Alberta) il cui accorato appello ha raccolto 4,5 milioni di dollari in meno di 10 giorni tramite la piattaforma GoFundMe. Un altro gruppo, canadese, fa parte di Maverick, movimento patriottico che qualche anno fa sosteneva l’indipendenza di diverse province e l’attaccamento all’America di Trump.  Un serio rischio di carenza?

IL punto è che si tratta del paese da cui è uscita la famosa “lettera dal Canada”, che delinea il Progetto di Grand Reset com esproprio generale della proprietà privata immobiliare. I camionisti di là sanno che fa parte del progetto preparare una carenza deliberata di cibo e beni di consumo, per mettere la popolazione in ginocchio e forzare un Great Reset. Il covid servirebbe da pretesto per una forma di “credito sociale ambientalista” globale. Per altri, coloro che hanno scelto di credere ai media mainstream, è l’assenteismo dovuto all’omicron che spiega gli scaffali quasi vuoti nei supermercati di tutto il Nord America.

Le file gigantesche di camion che convergono sulla capitale del Canada paralizzeranno il Paese e chiuderanno il rubinetto del petrolio nella più pura tradizione dei movimenti sociali nordamericani. Nel Nuovo Mondo non si può fare una frittata senza rompere le uova: i camionisti canadesi lo sanno, dal momento che il trasporto su strada porta 1 miliardo di dollari al giorno per il loro Paese. Niente li fermerà adesso, nemmeno il tentativo del governo di sospendere la loro raccolta-fondi GoFundMe Sono le decine di migliaia che si preparano a fare una “carezza da orso” (secondo la colorita espressione del Quebec) nella capitale amministrativa del Canada. Al giornalista non troppo pigro basterebbe ascoltare una o due dirette Facebook per capire che i camionisti riuniti poi hanno intenzione di fare lo stesso nelle rispettive province, poiché in Canada ogni provincia è autonoma. Questo “blocco” dei trasporti, gli organizzatori vorrebbero estenderlo negli Stati Uniti, dove il regime in essere non ha più legittimità per parte della popolazione. È per risvegliare le coscienze addormentate da un insabbiamento dei media che i camionisti impediti di lavorare vogliono procedere: da metà gennaio è stato loro imposto un isolamento di 14 giorni se non sono vaccinati. Secondo le autorità, 26.000 camionisti canadesi (il 15% della forza lavoro totale) rifiuterebbero l’ingiunzione di vaccinazione. Secondo gli stessi conducenti, queste cifre potrebbero essere da 2 a 3 volte superiori. E negli USA il tasso di vaccinati sarebbe ancora più basso. E sono le restrizioni che stanno facendo salire i prezzi di frutta e verdura.  Dai media sono accusati di sedizione, li bollano come Gilet Gialli canadesi … Sono, tuttavia, i più rispettosi della legge. Preoccupati per il futuro dei loro figli, hanno sofferto in silenzio nel 2020. E’ stato lanciato il programma “Adotta un camionista”: i residenti di Ottawa che lo desiderano possono accogliere un camionista nella loro casa e offrirgli un letto, una doccia … Benzina e cibo saranno forniti dalla raccolta-fondi che ha continuato a gonfiarsi di ora in ora, finché non è stato censurato da un potere assediato. Il rischio per il governo è grosso , perché il movimento camionisti avrebbe l’approvazione, si vocifera, di parte dell’esercito e della polizia, ulcerate anche loro dai “mandati vaccinali”. L’operazione, che partirà la sera del 28 gennaio, si spera verrà emulata in altri paesi e avviare una generalizzata. I media non te ne parleranno, oppure con un pregiudizio negativo. “Noi dell’agenzia cristiana Cruciforme saremo lì a coprire questo stallo e questa lotta per la Libertà con la L maiuscola. Quella di vivere una vita degna di questo nome lontana dalle follie di pochi miliardari allucinati che sognano solo un domani distopico”

….uno tsunami inimmaginabile che cresce ora per ora, quello che sta montando contro uno dei paesi più fanatici e oltranzisti nelle discriminazioni, nelle restrizioni e negli obblighi, tanto da oltrepassare i confini della disumanità.
Tanto che il Primo Ministro sembra essere fuggito, con una scusa ridicola, dalla capitale.

Stanno arrivando anche dagli USA
In direzione Ottawa stanno dirigendosi per l’arrivo il 29 gennaio, oltre agli autotrasporti canadesi:

  • oltre 15,000 camion dalla California
  • oltre 10,000 camion dal Michigan
  • oltre 5,000 dall’Ohio
  • oltre 7,000 dall’Illinois
  • oltre 10,000 dal Texas
  • oltre 5,000 da New York
  • oltre 5,000 da Washington
  • oltre 5,000 dalla Florida

Tutti oltre 62 mila truckers che accalcano le frontiere senza certificazione e che non consegneranno le merci.
Il Canada rischia in pochi giorni di non avere più scorte alimentari e di combustibili.
Una prova di forza che nessun governo del mondo potrebbe sopportare.

Messaggio di sostegno da un’agente di polizia di Ottawa

La poliziotta si dichiara onorata di essere nella città che accoglierà il convoglio. Afferma che tutti i suoi colleghi sostengono la lotta dei camionisti “che stanno combattendo per le nostre libertà”. La sua gerarchia ha appena aperto un’indagine per molestarla..

https://twitter.com/erinhoward0118/status/1485596574126424065

https://twitter.com/ChanceGardiner/status/1486628797587726343


https://www.maurizioblondet.it/la-marcia-su-ottawa-di-100-000-camionisti-vogliono-liberare-il-canada-dal-grand-reset/

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