L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 23 gennaio 2022

La pista del crimine organizzato è incongrua. Ma che si sono sempre serviti di questi è congrua

Serbia, sventato un attentato al presidente


Decisivo l’intervento dell’Europol che ha segnalato la trama. Il super ricercato è il boss del crimine organizzato Radoje Zvicer. Il capo dello Stato Vučić lancia un appello alla nazione intera: «Resisteremo insieme»

MAURO MANZIN
22 GENNAIO 2022

BELGRADO. Era tutto pronto. Lui, Aleksandar Vučić, presidente della Serbia era già una sorta di dead man walking. Doveva morire i primi giorni di febbraio. Invece, il 14 gennaio scorso l’Europol, la polizia europea, su segnalazione di un suo Stato membro, avvisava Belgrado del pericolo imminente. Una “soffiata” decisiva. Scattano le indagini congiunte, il piano salta, gli attentatori smascherati. Stavolta l’Europa ha salvato la vita di Vučić.

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