L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 31 gennaio 2022

Le stronzate della bolla covid

Reporter incinta respinta da Nuova Zelanda accolta da talebani
Inviata Al Jazira, norme anti-Covid hanno vietato rientro a casa

© ANSA/EPA

Redazione ANSAROMA
30 gennaio 202212:37NEWS

Una giornalista neozelandese incinta è stata accolta dai talebani a Kabul dopo che, a causa delle norme anti-Covid, il suo Paese non l'ha autorizzata a rientrare dal Qatar.

Charlotte Bellis, questo il nome della reporter che ha raccontato la sua storia "brutalmente ironica" al New Zealand Herald, in agosto aveva lavorato in Afghanistan per Al Jazira assieme al suo compagno, il fotografo belga Jim Huylebroek.

Era rientrata al quartier generale di Doha a settembre quando si è accorta di essere incinta. Essendo illegale in Qatar aspettare un figlio senza essere sposati la giornalista ha deciso di rientrare in Nuova Zelanda ma le rigide norme anti-Covid imposte nel suo Paese le hanno impedito l'ingresso. A quel punto lei e il suo compagno si sono trasferiti in Belgio ma non avendo un permesso di soggiorno non è potuta restare. L'unico altro Paese per il quale la coppia aveva il visto era l'Afghanistan e così Charlotte ha deciso di rivolgersi ai suoi contatti tra alti funzionari talebani. "Siamo felici per te, puoi stare qui, non avrai nessun problema", le hanno detto aggiungendo di dire di essere sposata ma qualora si venisse a sapere che non lo è di "chiamarli". "Andrà tutto bene", l'hanno rassicurata.
Bellis, che dovrebbe partorire una bambina a maggio, non è ancora riuscita a tornare in Nuova Zelanda ma ha detto che raccontare la sua storia ha velocizzato la procedura per l'ingresso. Il ministro neozelandese per l'emergenza Covid Chris Hipkins ha chiesto verifiche sul suo caso.

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