L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 22 gennaio 2022

Lo Spalanzani attesta che i vaccini statunitensi non vaccinano a differenza dello Sputnik V

EUROPA
20 Gennaio 2022 19:00
Omicron, Sputnik nettamente più efficace di Pfizer. Lo Spallanzani certifica il fallimento vaccini mRNA



Questo comunicato dello Spallanzani è stato diramato pochi minuti fa tramite la pagina Facebook del principale istituto di malattie infettive di Italia.

Lo riproduciamo nella sua interezza:

Tutti i vaccini attualmente autorizzati perdono parte dell’efficacia nei confronti di Omicron. I risultati degli esperimenti di laboratorio, condotti in collaborazione tra Istituto Spallanzani e Istituto Gamaleya, hanno documentato che oltre il 70% delle persone vaccinate con Sputnik V mantengono un'attività neutralizzante contro Omicron, e tale attività si mantiene in buona parte anche a distanza di 3-6 mesi dalla vaccinazione.
Questi risultati, appena usciti in preprint, risultano estremamente incoraggianti e utili per definire nuove strategie vaccinali in rapporto alla evoluzione delle varianti di SARS-CoV-2.
Il team tecnico scientifico Covid 19 – INMI Spallanzani


Riporta Reuters: "Lo studio preliminare è stato condotto dagli scienziati dell'Istituto Spallanzani in Italia e dell'Istituto Gamaleya di Mosca, lo sviluppatore del vaccino Sputnik V. I ricercatori hanno affermato che i campioni prelevati da tre a sei mesi dopo la seconda dose di un vaccino hanno dimostrato che i livelli di anticorpi nei destinatari di due dosi di Sputnik V erano più resistenti all'Omicron rispetto a quelli vaccinati con Pfizer.

E ancora da Reuters: "Lo studio, che richiederà la certificazione tramite peer review, ha mostrato che anticorpi neutralizzanti specifici per Omicron sono stati rilevati nel siero del sangue del 74,2% delle persone vaccinate con Sputnik e nel 56,9% di quelle vaccinate con Pfizer/BioNtech."

In altre parole quello che gli scienziati italo-russi hanno certificato è che con due dosi di Sputnik V vengono forniti titoli medi geometrici (GMT) di anticorpi neutralizzanti il virus contro la variante omicron di covid-19 due volte superiori rispetto alla doppia dose del vaccino di Pfizer (2,1 volte superiori in totale e 2,6 volte superiore, tre mesi dopo la vaccinazione).


Lo Spallanzani, per dirlo con parole ancora più semplici, ha testimoniato come lo Sputnik sia molto più efficace di quello a mRNA imposto come unico al nostro paese attraverso contratti segreti firmati dalla Commissione europea e da Big Pharma. Se ancora non vedete il fallimento drammatico e criminale nella gestione della pandemia in Italia e in Europa in generale siete offuscati da due anni di becera propaganda o parte del problema.

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