L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 22 gennaio 2022

ma in Italia c'è Draghi la testa di legno della finanza internazionale che ha il compito di schiacciare l'economia italiana e consegnare i gioielli di famiglia agli avvoltoi occidentali che anelano ad annettersi il meglio delle terre d'Italia


Addio al green pass e stop a tutte le restrizioni. Resta solo l’isolamento dei sintomatici

22 Gennaio 2022 - 12:58

La variante Omicron è diventata dominante negli stati dell’Unione europea. Ma dopo il Regno Unito e la Francia, anche un altro Paese elimina green pass e restrizioni.


La corsa di Omicron continua in Europa. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), la variante sudafricana è diventata dominante nei paesi dell’Unione europea. Secondo i dati dell’Ecdc, la variante Omicron è «ormai prevalente nella maggioranza dei Paesi Ue e dello Spazio economico europeo con un tasso del 69,4%».

Per quanto riguarda la gravità della variante, «alla luce del maggior numero di prove disponibili che dimostrano un rischio minore di ospedalizzazione associato a Omicron», l’impatto della variante viene classificato dall’Ecdc come «ridotto».

I paesi europei stanno fronteggiando la variante in ordine sparso. Se l’Austria ha introdotto l’obbligo vaccinale e l’Italia il super green pass per partecipare a una serie di attività, Regno Unito e Francia hanno annunciato l’eliminazione delle restrizioni. E a stretto giro arriva anche la comunicazione dell’Irlanda: «Stop green pass». Entriamo nel dettaglio.

Stop alle restrizioni anti Covid in Irlanda

L’Irlanda segue il Regno Unito ed elimina a partire da oggi quasi tutte le restrizioni anti Covid, che erano state introdotte per fronteggiare la variante Omicron. Il picco dei contagi, adesso, sarebbe stato superato e per questa ragione il governo ha deciso di allentare la presa.

Ad annunciarlo in un discorso televisivo, il primo ministro Micheal Martin. Da oggi, sabato 22 gennaio, stop all’obbligo di green pass per accedere ai luoghi di ristoro, intrattenimento e tempo libero. I pub e i ristoranti potranno restare aperti oltre le ore 20. Vengono inoltre eliminati i limiti di pubblico per la partecipazione a eventi pubblici o sportivi e il distanziamento sociale. Da lunedì 24 gennaio cesserà anche l’indicazione di smart working e ci sarà un graduale ritorno ai posti di lavoro.

Da oggi in Irlanda resta solo una piccola parte di restrizioni anti Covid. Almeno fino a febbraio, obbligo di mascherine in ambienti come negozi, scuole e trasporti pubblici. Permane, ovviamente, l’autoisolamento per le persone sintomatiche e l’uso di green pass per i viaggi internazionali.

Nel discorso televisivo, il primo ministro Micheal Martin ha dichiarato al paese che è «tempo di essere di nuovo noi stessi». Il premier ha avvertito che la pandemia da Covid-19 non è finita, ma aggiunto: «La primavera sta arrivando. Non so se l’ho mai aspettata tanto quanto questa».

Omicron, la situazione in Italia

Diversa la situazione in Italia, in piena quarta ondata. Con il decreto del 5 gennaio, il governo ha introdotto un pacchetto di restrizioni per fronteggiare la corsa della variante Omicron. Le misure riguardano l’obbligo vaccinale per gli over 50, il super green pass sul lavoro e l’estensione del certificato base per una serie di attività aperte al pubblico.

A partire dal primo febbraio, scatta la sanzione di 100 euro per gli over 50 che non si sono vaccinati. Non è tutto. Diventa obbligatorio il green pass base per l’accesso a una serie di attività:
uffici pubblici;
posta;
banca;
uffici finanziari;
negozi (con l’eccezione delle attività essenziali come farmacie e supermercati).

Non solo. Sempre dal primo febbraio, la durata del green pass vaccinale viene ridotta a 6 mesi. Mentre dal 15 febbraio, scatta l’obbligo di super green pass per tutti i lavoratori (pubblici e privati) e i liberi professionisti di almeno 50 anni.

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