L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 11 gennaio 2022

Guerriglia a tutto campo, non riusciranno MAI a stargli appresso - mi ha chiesto il green pass pure per un cioccolatino. Avete presente quei boeri con il liquore? Beh, stizzita sono uscita lasciandolo lì. Ben fatto e non è il solo gesto da fare nella quotidianità di tutti i giorni. Ignorateli e la Vostra/Nostra mente ne uscirà sana

10 JANUARY 2022


Ho sollecitato interventi concreti, creativi e operativi anche nei vostri commenti al forum del blog. Viviamo un periodaccio che dura da due anni e non sappiamo quanto reggeranno i nostri nervi. Pertanto, più che concentrarci nel demoralizzante solito cahier des doléeances, sul fatto che le cose potrebbero peggiorare, è bene prepararci a fronteggiare il peggio organizzando le nostre difese. Mi è arrivato un messaggio su WhatsApp da parte del dott. Massimo Citro autore del libro "Eresia" che dà le coordinate su come resistere ai richiami delle sirene vaccinali. La parole d'ordine è non precipitarsi agli hub vaccinali, prendere tempo ed esigere garanzie di esami anamnestici preventivi in caso di obbligo vaccinale. Come è giusto fare. Ho pensato che forse è meglio lasciarlo circolare in versione "samizdat" sui nostri cellulari (anche se sappiamo che il Big Brother fruga dappertutto anche sulle chat), piuttosto che riportarlo qui, come avrei voluto fare in primo momento. Non sia mai che dovesse servire agli spioni della Ceka nostrana per suggerir loro delle contromosse. I vaccini servono al nostro dossieraggio sanitario elettronico (il green pass) e ne costituiscono un formidabile fiore all'occhiello nonché strumento di ricatto. Pertanto anche chi non rinnova con la terza dose, secondo i tempi e metodi da essi stabiliti, si ascrive alla nuova categoria dei "No vax vaccinati" rischiando di veder svanire i vantaggi del semaforino verde ("vantaggi" si fa per dire, in realtà si tratta della più banale normalità). Perfino Belpietro che non è certo un no vax, paventa un pericolo reale: un OBBLIGO di dosi che può durare in eterno. Oggi la terza, domani la quarta e chissà... In ogni caso, la siringa si trasforma in una spada di Damocle non per qualche milione di italiani come lasciano credere, bensì, per ben 25 milioni di italiani, secondo le stime di La Verità. Il braccio alla Patria costa sempre più caro alla democrazia e al benessere psico-fisico dei cittadini. Proposte operative?

Sono d'accordo che le manifestazioni di massa, anche se giuste, sacrosante e legittime abbiano fatto il loro tempo. Dopo il momento della festa gioiosa, dell'happening di massa, ci si ritrova soli coi nostri problemi di sempre. Praticamente isolati. Meglio sarebbe, secondo me, costituire dei Gruppi di Sostegno Territoriale (GST, per chi ama le sigle), per quando si va in posta, negli uffici pubblici, sui mezzi e laddove abbiamo diritto di andare. L'unione fa la forza e se tutti fossimo privi di paura di non avere il green pass (un vero e proprio braccialetto elettronico che registra i nostri passi e le nostre azioni), nessuno potrebbe attuare discriminazioni tra cittadini vaccinati e non, possessori di pass o no, con la scusa di venire a sua volta punito. Occorre pertanto spezzare la perversa catena di comando.
Oggi lunedi 10, primo giorno di messa a regime del decreto, una barista di un piccolo circolino popolare, mi ha chiesto il green pass pure per un cioccolatino. Avete presente quei boeri con il liquore? Beh, stizzita sono uscita lasciandolo lì. Se fossimo stati una decina ben determinati, ecco che la tipa si sarebbe fatta passare le paturnie e la paura di prendere multe, improvvisandosi poliziotta fallita. Questo, tanto per fare un esempio. Fate qualche proposta voi, su come mettere in difficoltà il governo Draghi e la sua corte di gnomi del Draghistan.

In merito al Decreto legge del 1/4/21 art. 4 sulle vaccinazioni dai 50anni in su, ho letto che il gruppo di avvocati Libera Scelta 2021 consigliano di non rispondere a messaggi né telefonate ma solo a PEC e raccomandate (consigliano di ritirarla il 28esimo giorno per prendere tempo) . Occorre considerare che il decreto sarà convertito in legge non prima di giugno. Quindi più si va in là, meglio è. Noi possiamo solo prendere tempo. In ogni caso, non firmare nessun consenso da essi definito non senza sarcasmo, libero e informato, poiché essendo noi soggetti a costrizione, firmarlo sarebbe un falso. Non c'è bisogno che ricordi che questo è un consenso ESTORTO con i mezzi più malvagi,sadici, illegali e illegittimi.

Sant'Aldo l'Eremita

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