L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 gennaio 2022

Nicola Gratteri: «Solo il 3% degli affiliati alla ‘Ndrangheta si arricchisce davvero», gli altri sono utili idioti

Nicola Gratteri: «Solo il 3% degli affiliati alla ‘Ndrangheta si arricchisce davvero»

Il procuratore capo di Catanzaro intervistato da Klaus Davi: «In carcere, i picciotti subiscono anche abusi di tipo sessuale»
Redazione - 17 Gennaio 2022 13:14


«Quando noi parliamo di ricchezza delle mafie e di opulenza della ‘Ndrangheta stiamo parlando di benefici che interessano il 2% massimo 3% della popolazione criminale. Tradotto: tutti gli altri ndranghetisti che sono in carcere sono dei “morti di fame” non hanno nemmeno i soldi per pagare l’avvocato».

Queste le parole di Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro, intervistato da Klaus Davi.

«Non solo: quando il detenuto si trova ristretto al nord molte volte le famiglie non hanno i soldi dell’aereo per andare a trovare il parente carcerato. Ciò significa che la ricchezza è concentrata nelle mani dei capi. Il giovane disoccupato emarginato che fa di tutto per entrare a far parte della ‘Ndrangheta: si fa battezzare come picciotto liscio pensando da lì in poi di scalare le vette e diventare poi capomafia.

Peccato che lui non ha capito che è solo un utile idiota. Lui diventa un corriere di cocaina. A titolo di esempio, trasporta 5 kg di cocaina a Milano per 1.000 euro per 1.500 euro perché un grammo costa 50 euro. Ma attenzione, molte volte quell'arresto non è affatto considerato penalmente una sorta di “unicum”. Spesso trattasi dell”ultima fase di 2 anni d’indagini articolate e quindi poi non gli si contesterà la detenzione tout court della droga bensì l’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti dove la pena va da 20 a 30 anni a prescindere da eventuali precedenti pensali.

E tutto questo per un episodio considerato marginale. Il risultato sarà che io trascorrerò i 10 anni più belli della mia vita che coincidono con la mia giovinezza in carcere. Magari facendo il garzone, aggiustando il letto all’altro mafioso, facendo il servo all’interno della cella se non poi essere finanche abusato sessualmente all’interno della cella. Magari hai anche un bambino e una moglie a casa che non rivedrai per i prossimi 10 anni. Mi domando – chiude Gratteri – è valsa la pena?».

Nessun commento:

Posta un commento