L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 3 gennaio 2022

No non è facile lasciare i vecchi punti di riferimento e ricominciare da capo nonostante che la realtà continuamente ti sbatte in faccia le contraddizioni diventate palesi ed evidenti. Chiudiamo la nostra mente perché è più facile che mettere in discussione gran parte dei valori non valori su cui fino adesso ci siamo basati per cercare di vivere/sopravvivere

Struzzi, la politica fa più paura del virus



Uno dei meccanismi di difesa più classici della mente è il desiderio di non sapere o la negazione di ciò che evidente in modo da cancellare quello che disturba, che può creare un conflitto con se stessi o che può costringere ad azioni che mai si era considerato di poter o dover intraprendere. E questo risulta ancora più facile quando l’intera comunicazione ti dice che è un grave peccato cercare di unire i puntini e tentare di capire qualcosa. Così mentre ormai la maggior parte delle persone ha compreso che la vicenda del covid è in gran parte una mistificazione una parte altrettanto grande finge con se stessa che sia tutto vero, che le “misure” siano razionali, che i vaccini siano efficaci, che le mascherine proteggono e via dicendo. Il fatto è paradossale è che ormai l’incognita sulla nostra vita costituita dal tradimento del potere è molto più grande del virus. E dunque si preferisce continuare a fingere con se stessi di credere nella pandemia, quantomeno nei termini in cui essa è presentata, che dover mettere in discussioni gli assetti di potere, di rendersi consapevoli di averne equivocato per decenni la natura e di trovarsi di fronte ad un’incognita assai più importante e decisiva di un virus stagionale.

Riconoscere la mistificazione e il cinismo di classi dominanti capaci di trasformare gli essere umani in cavie per trarne un lucro di denaro e di potere significa far crollare il cielo di carta che almeno due generazioni hanno considerato quello vero e immobile per l’eternità, accontentandosi di una democrazia divenuta sempre più una recita rituale, distratte dal consumo e cementate intorno a frasi fatte, luoghi comuni e politicamente corretto che ormai convergono in un solo focus. Quindi non dobbiamo nemmeno stupirci del fatto che un grandissimo numero di giovani ha fatto di tutto per prendersi il covid per avere l’agognato pass senza doversi vaccinare: si tratta di persone che hanno compreso benissimo come alla loro età il rischio del vaccino è molto superiore a quello della malattia e probabilmente anche che l’immunità naturale è molto superiore a quella dei vaccini a mRna, anche ammesso che esista. E tuttavia non si sentono in grado di contestare la mistificazione vaccinale, non tentano nemmeno di imporre al governo quanto meno la possibilità di poter scegliere il vaccino ricorrendo a quelli russi, cinesi e cubani che sono concepiti come quelli tradizioni e che hanno effetti avversi con almeno quattro zeri in meno. Paradossalmente sono anche i vaccini più usati nel mondo, anche se noi chiusi in questa Alcatraz occidentale, legati a radio carcere, nemmeno ce ne rendiamo conto.

Si l’incognita politica è ormai molto superiore a quella del virus e così adesso dopo aver messo la testa sotto la sabbia accentando tutte le assurdità delle misure, continuiamo a mantenerla bella nascosta per evitare di dover agire per difendere la nostra libertà se non altro a quella residuale che consiste nella libertà di movimento. Non ci rendiamo nemmeno conto della fragilità di questo potere il cui maggior elettore è proprio la nostra paura e il nostro disorientamento In realtà sappiamo di dover fare qualcosa, ma non sappiamo bene cosa vista per quarantanni si è fatto di tutto per coltivare l’analfabetismo politico, ossia l’incapacità di elaborazioni diverse da quelle permesse o anche dal culto retorico per quelle quelle tradizionali. Lo si vede benissimo non solo nelle acquiescenze stupide e interessate alla narrazione imposta, ma anche dai discorsi degli infedeli che addirittura scambiano per “marxiste” i deliri dei grandi capitalisti. Che fare? Questa è l’incognita che ci fa ancora più paura del virus e probabilmente solo quando ci accorgeremo che il covid è esso stesso in gran parte un costrutto politico che ci sta impoverendo e spogliando in modo pauroso, allora si romperà l’equilibrio del silenzio, delle omertà del tirare a campare in attesa che la nottata finisca. Sempre che non sia troppo tardi e che la militarizzazione della società che si va attuando sulla criminale scia delle imposizioni vaccinali, non renda impossibile liberarsi senza una vera e propria guerra civile, visto che gli strumenti democratici per ogni e qualsiasi cambiamento ormai non esistono concretamente più. Ogni minuto con la testa sotto la sabbia ora saranno anni di sofferenza in futuro.

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