L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 gennaio 2022

Non è merito nostro se le contraddizioni che Loro stessi creano quotidianamente mettono in ridicolo quello che magari hanno detto qualche ora prima. E' merito nostro se attingiamo alla nostra riserva inesauribile che trae energia vitale dalla verità, riusciamo a districarci tra le loro menzogne e mantenere la bara dritta ma con molta tranquillità e certezza

La pandemia fa acqua: i topi si preparano a scappare



Si comincia a percepire una certa stanchezza della narrazione pandemica, la vernice emotivo mediatica qui e là si scrosta e lascia trasparire evidenze, contraddizioni, manipolazioni di numeri mentre paiono riacquistare il giusto ridicolo alcune tesi -chiave del racconto come per esempio quella dei vaccinati messi in pericolo dai non vaccinati. A cosa sia dovuto questo reflusso francamente non lo saprei dire e mi sento di escludere la crescita di consapevolezza in popolazioni che si sono rivelate al 90% fatte di pongo, sono invece più favorevole a ritenere che dentro la cupola pandemica si sia rotto qualcosa e probabilmente una parte dei poteri grigi che ha creato il canovaccio della peste, si sia accorta che gli esiti del reset non erano così convenienti per loro o forse che il grado di caos provocato è di tale livello da sfuggire ad ogni controllo diventando perciò pericoloso. Insomma un po’ come se gli idioti di Confindustria avessero compreso di essere stati usati dal governo come kapò delle campagne vaccinali, ma di far parte comunque delle vittime predestinate, di essere il prossimo pasto delle multinazionali. Certo è impossibile pensare che questo pensiero così ovvio brilli nella testa dei nostri imprenditori, ma a livello globale può darsi che sia scattato un qualche relè.

Ad ogni modo facendo silenzio si può udire lo scalpiccio delle pantegane inquiete, magari vestite di camici bianchi che non sanno se rimanere sulla nave o prepararsi ad abbandonarla e si avverte dietro le quinte che sta per iniziare lo scaricabarile delle responsabilità. A questo proposito però è interessante leggere cosa ha scritto di recente Bill Gates le cui profezie si avverano spesso anche perché sono intenzioni portate avanti a suon di milioni: bene Bill ha fatto sapere che nel corso di quest’anno la pandemia si esaurirà, che però ci saranno altri problemi (leggi clima), ma che comunque “i governi hanno fallito” e che hanno mentito alla gente. Da che pulpito si direbbe: ma ciò che conta è che i grands commis della pandemia hanno già la vittima sacrificale e cioè la politica che non è stata in grado di affrontare la situazione. In un colpo solo essi cercheranno di nascondere tutto il ciarpame vaccinale che è però costato la vita a un numero incalcolabile di persone, dirigendo l’ostilità del popolo contro la politica e le sue misure fallimentari. E quando costoro si difenderanno dicendo che sono stati gli scienziati a consigliare loro cosa fare, questi replicheranno sostenendo che la politica ha equivocato, per scopi non propriamente limpidi, le loro affermazioni e il loro dibattito: per esempio l’Istituto superiore di Sanità in Italia, sventolerà le sue carte e dirà che in realtà loro hanno fatto un conto dei morti per Covid realistico, 3500 o giù di lì nel 2020, ma che è stata la politica a non dare ascolto, a equivocare e dunque a creare lo stato di panico e di emergenza; oppure il Cdc americano potrà dire che fin alla primavera del 2021 aveva sostenuto la nullità diagnostica dei tamponi e dunque l’inconsistenza dei numeri sul covid. E così via. Il potere che è stato in grado di orchestrare un pandemia sulla base di una sindrome influenzale, nemmeno tanto forte, avrà comunque tutto l’interesse e tutta la potenza mediatica per mettere in crisi principalmente il livello politico in modo da rendere il potere economico diretto come sostituto di istituzioni dichiarate fallimentari visto che i grandi gruppi sostengono ormai apertamente di essere gli unici ad avere la capacità di dirigere la società verso gli obiettivi e le forme più auspicabili. In pratica anche la fine della pandemia servirà allo scopo finale, ovvero la trasformazione della società da democratica a feudale, da pubblica a privata, da rappresentativa ad autoritaria.

A pensarci bene mettere fine alla commedia prima che davvero l’esasperazione dei pochi nei confronti degli attentati alla libertà, trascini nelle strade l’inedia intellettuale e politica dei molti, è proprio la strada migliore per raggiungere lo scopo finale della pandemia. Certo in Italia non pagherà Draghi che è l’uomo della Goldman Sachs, ed è dunque inamovibile, ma il livello governativo più basso e i partiti o ciò che ne rimane che saranno spazzati via diventando feudi personali di qualcuno che ha le spalle coperte. Di fatto saremo in una situazione che non ha più nulla a che vedere con quella immaginata dai padri costituenti, ma in una sorta di dittatura che farà di tutto per non apparire come tale, ma anche di tutto per accreditarsi come regime autoritario. Dunque non si può certo aspettare che la narrazione si esaurisca nella speranza che così tutto torni normale: la vera partita di libertà si gioca nel dopo pandemia e nel modo di uscire da essa: per questo è importante che non sia un solo livello a pagare la sua complicità a un disegno folle, ma tutto il meccanismo che ha partecipato al golpe sanitario, i media padronali, la sanità legata alle prebende di Big Pharma, gli enti intermedi di una società rosa dall’interno e corrotta fino all’osso. Insomma l’insieme di un sistema malato che vede nella malattia la sua salvezza.

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