L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 gennaio 2022

NoTav - non è la prima volta che i professionisti dello stato profondo intervengono

Brucia presidio in Val di Susa: i soliti ignoti?
05.01.22 - Andrea De Lotto

(Foto di Giorgio Vair)

Ho un amico caro in Val di Susa, Valerio. Se succede qualcosa mi avvisa, mi fa sapere. Si è come in famiglia. Così il pomeriggio del 5 gennaio mi gira un messaggio, che riporto qui sotto. Poche settimane fa sono stato al presidio di San Didero, al termine della manifestazione dell’8 dicembre: ho visto in azione il cannone spara-acqua contro i manifestanti. Lo stesso cannone spara-acqua che l’altra notte, una volta tanto, ha spruzzato acqua per qualcosa di utile…

Leggete cosa succede in Val Susa: storie di ordinaria follia… Giorgio Vair, quasi 70 anni, ex sindaco di San Didero, scrive nel corso di quella stessa notte….

“Ieri 4 gennaio 2022, tra le 23 e le 24, mani ignote hanno incendiato la roulotte accostata al presidio di San Didero. Sono stato avvisato da Francesco verso mezzanotte e con lui e Giulia abbiamo fatto un sopralluogo. L’incendio era già spento e c’erano i vigili del fuoco con l’idrante che concludevano le operazioni e ispezionavano l’area e la roulotte.

Mi hanno detto che il primo ad intervenire per spegnere è stato il mezzo con idrante in dotazione al fortino autoporto allertato da alcuni digos che quando ero lì sono venuti a parlare con i vigili ed a me han confermato che sono loro che han visto uscire del fumo ed hanno fatto intervenire il loro mezzo. I vigili stavano pensando che l’incendio fosse partito dall’interno della roulotte dove c’era ancora un vecchio forno con cavi elettrici.

Ho spiegato sia ai vigili sia ai digos che lì non c’è e non c’era corrente elettrica di nessun tipo perché la 220volt è collegata solo alla casetta in legno ed al container in ferro, mentre sotto il telone è presente un filo di luci a led a 12 volt che non arriva nemmeno in fondo alla struttura del telone ed è visibile tutt’ora. Non hanno trovato tracce di innesco ma ho ribadito che l’incendio non può essere che doloso.

La roulotte è completamente bruciata ed è danneggiata anche la parte est della struttura in legno e parte del telone.

Tra le 19 e le 22 c’è stato il solito apericena (come tutti i martedì) ed era tutto in ordine (io non c’ero ma ho sentito Guido).

Domattina mi trovo sul posto alle 9 e poi con Guido andiamo a sporgere denuncia. Credo che Giulia stia lanciando su facebook un ritrovo in loco verso le 11 per decidere il da farsi. Ci vediamo sul posto con chi può.

Vado a dormire un po’.

Giorgio”

Sento finalmente Giorgio. Mi dice che tornando lì di giorno hanno verificato meglio e i danni sono superiori a quanto sembrava. Sono andati a fare denuncia contro ignoti presso i carabinieri e hanno chiaramente chiesto che si verifichi cosa hanno registrato le telecamere. In effetti è curioso che a due passi da un fortino presidiato dalla polizia e tra tante videocamere qualcuno possa appiccare un fuoco (perché sembra doloso a tutti gli effetti) e non essere notato. Infine mi dice che, come spesso avviene in questi casi, qualcuno comincia a mettere in giro la voce che magari è stato un “fungo da riscaldamento” che stava sotto il telone, quando così non può essere. Ma si sa, i No Tav sono brutti e cattivi…

Infine mi fanno sapere che “la valle che resiste”, per rispondere all’ennesimo sfregio a questa lotta popolare, ha organizzato per il 6 gennaio una bella polentata proprio lì, al presidio di San Didero a mezzogiorno, portare piatto e posate. La valle resiste.


Nessun commento:

Posta un commento