L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 27 gennaio 2022

Serghei Lavrov: "Siamo pronti a tutto noi non abbiamo mai attaccato nessuno, siamo sempre stati noi ad essere attaccati, e quelli che l'hanno fatto non se la sono cavata" dopo il no degli Stati Uniti alle proposte russe arriva la risposta "tecnico-militare" di Mosca. Il principio di realtà messa in opera dalle aziende italiane spiazza la politica di Euroimbecilandia TUTTA serva degli statunitensi

Usa e Nato offrono 'una via diplomatica' alla Russia
Ma per Lavrov, l'Occidente preso da una 'frenesia militaristica'

Serghei Lavrov © ANSA/EPA

Redazione ANSAROMA
26 gennaio 202221:19NEWS

Dopo settimane di tensioni crescenti, scambi di accuse e di minacce, il confronto tra Russia e Occidente sulla crisi Ucraina prova a imboccare la strada diplomatica, seppure tra mille difficoltà.

Gli Stati Uniti e la Nato hanno consegnato questa sera a Mosca le risposte scritte alle proposte russe sulla sicurezza, mentre a Parigi si è tenuto il primo confronto dopo oltre due anni, sebbene solo a livello di consiglieri politici, tra Russia, Ucraina, Francia e Germania, il cosiddetto 'formato Normandia'.

Gli scontri verbali, tuttavia, hanno caratterizzato a lungo anche questa giornata. Gli Stati Uniti, ha detto il vice segretario di Stato Wendy Sherman, pensano che la Russia possa aggredire militarmente l'Ucraina "forse" entro la metà di febbraio, e l'ambasciata americana a Kiev ha esortato i connazionali a "considerare di partire subito" dal Paese.

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, parlando davanti alla Duma, ha accusato l'Occidente di essere entrato in uno stato di "frenesia militarista", di lasciarsi andare a "dichiarazioni isteriche" e di voler spingere l'Ucraina ad un passo falso come un attacco alle regioni orientali controllate da milizie indipendentiste filo-russe per scatenare una guerra. "Siamo pronti a tutto - ha avvertito il capo della diplomazia russa -. Noi non abbiamo mai attaccato nessuno, siamo sempre stati noi ad essere attaccati, e quelli che l'hanno fatto non se la sono cavata". Mentre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha respinto le minacce americane di sanzioni dirette al presidente Vladimir Putin affermando che sarebbero "distruttive" per le relazioni tra Mosca e l'Occidente. A cercare di calmare gli animi è intervenuta proprio l'Ucraina, con il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba che ha allontanato lo spettro di un'imminente invasione russa.

"Il numero di truppe ammassate lungo il confine dell'Ucraina e dei territori occupati è grande", ha detto Kuleba, ma "al momento è insufficiente per un'offensiva su vasta scala lungo l'intero confine". Sul piano diplomatico, mentre a Parigi hanno preso il via i colloqui tra i quattro del formato Normandia, e in attesa della telefonata in programma venerdì tra Putin e il presidente francese Macron, la Russia ha finalmente ricevuto le risposte scritte alle sue proposte avanzate il mese scorso. Quelle degli Usa sono state consegnate dall'ambasciatore al ministero degli Esteri a Mosca, quelle del Patto atlantico all'ambasciatore russo a Bruxelles. Nei documenti non c'è ovviamente l'accettazione delle garanzie chieste dalla Russia che l'Ucraina non entrerà mai a far parte della Nato ("Kiev è libera di scegliersi le alleanze") e di un ritiro delle forze Nato dai Paesi dell'Europa orientale. Ma il segretario di Stato Antony Blinken ha affermato che a Mosca è stato proposto un "serio percorso diplomatico" per risolvere le dispute, che va da "misure che aumentino la fiducia relativa alle esercitazioni e alle manovre militari in Europa" al controllo degli armamenti sulla questione dei missili strategici e le armi nucleari posizionate nel continente. Dello stesso tenore le dichiarazioni del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: l'Alleanza "tende nuovamente la mano a Mosca", ma non tradisce i suoi principi e "si prepara anche al peggio". Blinken ha anche parlato di un possibile nuovo incontro in tempi brevi con Lavrov. Probabilmente sarà quella la prima occasione per valutare se le risposte del campo occidentale possano aprire la via verso un disgelo.

Fonti Ue, inopportuno incontro imprese italiane con Putin - L'Ue considera "inopportuno" l'incontro virtuale organizzato oggi dalla camera di commercio italo-russa tra alcune grandi aziende italiane e il presidente Vladimir Putin. Lo apprende l'ANSA da fonti europee. "Specialmente - precisano le fonti a Bruxelles - visto il contesto, dato che la Russia sta intimidendo l'Ucraina e cerca di minare le fondamenta della sicurezza in Europa". "Gli Stati Uniti sono ampiamente impegnati nella diplomazia con i loro alleati e partner, compresa l'Italia. Gli Usa, il G7, l'Ue e la Nato hanno detto tutti che siamo uniti e pronti ad imporre costi severi alla Russia se invade ulteriormente l'Ucraina": così un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha risposto ad una domanda dell'ANSA sulla posizione degli Usa rispetto all'incontro virtuale oggi tra il presidente russo Vladimir Putin e rappresentanti di grandi imprese italiane.

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